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24/05/2010
«Una Bcc che genera fiducia»

Portare la fiducia al centro. Al centro delle scelte strategiche e al centro dell'azione quotidiana. Questo l'approccio della nostra Bcc alla crisi di valori che è stata denunciata dal secondo convegno internazionale "Etica e competenza, quali manager per un'innovazione responsabile?" che si è svolto sabato 22 maggio. Al Cesil -Centro Servizi per l'Impresa e il Lavoro- di Castellanza è intervento il direttore generale della nostra Bcc, Luca Barni, che ha portato l'esperienza del Credito Cooperativo all'interno del tema proposta da Aiso -associazione italiana Società di Outplacement-, Centro Studi Orientamento e Città di Castellanza, i promotori del convegno. «Il tema della fiducia è centrale per una banca locale», ha detto il direttore generale della Bcc, Barni, parlando di "Sviluppo responsabile" e ricordando la precisa mission del Credito Cooperativo. «Tra banca e cliente, c'è un rapporto che oggi è biunivoco che vede il credito cooperativo avvantaggiato. La banca locale è infatti caratterizzata da due elementi: il peer monitoring, ovvero l'attività di controllo tra pari che si instaura tra la Bcc e il territorio. È un incentivo per la stessa banca a non intraprendere condotte che potrebbero dare adito a sanzioni di tipo sociale. Il secondo elemento è la relationship banking: questo declina un rapporto creditizio di lunga durata che permette di avere informazioni di tipo qualitativo. Così la Bcc genera fiducia. E senza fiducia non c'è mercato».
Il convegno è stato voluto «per parlare dei valori che riteniamo importanti per un cambiamento culturale rivolto anche allo sviluppo del Paese, delle persone e delle organizzazioni», ha detto Antonio Colombo, presidente del Centro Studi Orientamento. E ha aggiunto Teresa Maggiore, consigliere nazionale di Aiso: «È evidente che negli ultimi tre anni la crisi ha comportato o evidenziato il logoramento della classe dirigente, di coloro che guidano l'Italia che troppo spesso hanno mantenuto comportamenti inqualificabili per una discutibile logica di profitto: questo convegno intende fare chiarezza». Al centro deve tornare la persona. Come ha ricordato Gianmaria Strada, docente di Economia e Organizzazione aziendale alla Liuc università Carlo Cattaneo: «Un'organizzazione non può essere etica nei confronti del mercato o dell'ambiente se prima non lo è nei confronti delle proprie persone». In questo quadro la nostra Bcc può ribadire il proprio impegno, dettato da un'azione che parte dal territorio e alle persone che vivono nel territorio fa costantemente riferimento.