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30/11/2009
Consegnato alla famiglia Cardani il Premio Lavoro e Famiglia 2009

"I nostri padri ce li portiamo dentro" così Ernesto Cardani nel ricevere ieri, domenica 29 novembre, con la madre Piera e la sorella Cecilia, il premio Lavoro e Famiglia 2009 nella sala Don Besana della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. È stato il segretario dell'Associazione Periti Industriali e Laureati di Legnano (Apil) Aurelio Caironi a consegnare il riconoscimento agli eredi di Piero Cardani, fondatore dell'omonima azienda edile di Busto Garolfo durante la cerimonia tenutasi al termine del convegno "Nel nome dei figli", momento di riflessione che, da vari angoli visuali, ha trattato il rapporto lavoro-famiglia nel momento critico del passaggio generazionale. Erano presenti in sala il sottosegretario alle Opere pubbliche Mario Mantovani, che ha portato il saluto del Governo e del ministro Altero Matteoli, il consigliere regionale Sante Zuffada, in rappresentanza del governatore della Lombardia Roberto Formigoni.
Mantovani, nel suo intervento, ha tenuto a sottolineare «l'importanza civica, sociale e morale dell'iniziativa: famiglia e lavoro sono temi che stanno particolarmente a cuore al Governo -ha dichiarato il senatore Pdl- sono valori da trasmettere alle generazioni a venire. Salvare la famiglia è salvare la società. Oggi si assegna il premio a una famiglia, gli eredi di Piero Cardani, che ha fatto propri questi valori nella sua attività, dalla fondazione, nel 1962, a oggi, che su questi valori ha costruito un progetto di vita. Un grazie a Apil Legnano e alla Bcc per la sua opera di valorizzazione della gente e del territorio: è una fortuna avere una banca che si distingue, che pensa allo sviluppo della comunità locale».
«Lavoro e famiglia sono il binomio ispiratore di questo premio -ha esordito il presidente dell'Apil Giovanni Caironi- un premio che abbiamo voluto valorizzare con un convegno, "In nome dei figli", in cui con figli intendiamo capitale umano, ossia la vera risorsa su cui un genitore, una famiglia concentra ogni sforzo per costruire il futuro e sviluppare ogni aspetto dell'essere cui ha dato vita. Capitale umano è quindi l'insieme di conoscenze, competenze e abilità finalizzate a raggiungere obiettivi sociali ed economici». A fare gli onori di casa il presidente della Bcc Lidio Clementi che, nel suo intervento in apertura dei lavori, ha sottolineato l'importanza della trasmissione dei valori del lavoro e del bene impresa nel passaggio generazionale in azienda: «per noi Bcc, banca locale delle famiglie e delle imprese, sostenere le pmi, che sono in tanti casi aziende nate in casa, è prioritario. Nel 2009, anno di crisi per l'economia reale, abbiamo considerevolmente aumentato gli impieghi verso le imprese: ad agosto i finanziamenti hanno superato dell'11,4% quelli di dodici mesi prima. A febbraio abbiamo inoltre sottoscritto un accordo con le associazioni di categoria per l'anticipo della Cigs a costo zero. Sono segni tangibili, queste iniziative, dell'attenzione verso le aziende e i lavoratori in un momento in cui serve dimostrare con i fatti di tenere alle imprese, e non basta dichiararlo».
Si è soffermato sul tema crisi il consigliere regionale Zuffada: «se c'è sempre buio prima dell'alba, io ravviso fondati motivi per avere fiducia nella ripresa: questi vengono dagli imprenditori desiderosi di continuare. Credo che la reazione alle difficoltà, la ripresa debba venire dal basso: l'imprenditore conosce i sacrifici e ha in sé, nella propria storia le risorse per reagire all'emergenza. Ma devono reagire anche le banche, che in questo momento non possono chiamarsi fuori. Questa crisi ha fatto emergere il ruolo dei soggetti locali: se una banca come la Bcc si differenzia in forza dell'occhio di riguardo per le aziende del territorio, la Regione, nella sua Finanziaria, ha stanziato 30 milioni per la ricapitalizzazione delle imprese e messo a disposizione altri finanziamenti con le misure del sistema Dote».


Il convegno "Nel nome dei figli", moderato dal giornalista Gianni Borsa, ha visto le relazioni di Pietro Cafaro, docente di Storia Economica alla Cattolica di Milano, che ha percorso a grandi falcate la parabola delle aziende familiari nel territorio compreso tra i fiumi Ticino e Olona; di Alessandro Rogora, docente della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, che ha tracciato in una dozzina di slide la storia immaginaria del passaggio di testimone fra padre e figlio in un'attività nella Legnano del '900, dalla cassetta degli attrezzi al design; di don Piero Roveda, prevosto di Busto Garolfo, che ha accostato il ricordo dell'imprenditore e dell'uomo Piero Cardani a riflessioni sul valore del lavoro e della famiglia; del primo cittadino di Busto Garolfo Angelo Pirazzini, che ha riflettuto sull'importanza sociale del fare impresa. La premiazione della famiglia Cardani è stata preceduta dalla presentazione fatta dall'assessore al Governo del territorio di Castellanza, Vittorio Caldiroli, e ha visto la consegna agli eredi della scultura realizzata da Giordano Chiapparelli "Il Buon seme"; un albero stilizzato con due fronde a rappresentare, appunto, Famiglia e lavoro. «Parlare di successione in azienda è rendere straordinario qualcosa di ordinario su cui non abbiamo mai il tempo per riflettere -ha dichiarato Ernesto Cardani. Il premio che ci portiamo a casa, idealmente, lo condividiamo con tutte le imprese con cui la Pietro Cardani ha lavorato in tutti questi anni, dal 1962 a oggi. E devo dire con piacere che siamo in buona compagnia».