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06/12/2008
La crisi si supera dando valore al territorio

Restituire fiducia dando valore al territorio. È seguendo la strada che la nostra Bcc ha sempre percorso che piccola e media impresa ed istituzioni vogliono provare ad uscire dalla crisi. La tavola rotonda, che è stata organizzata venerdì 5 dicembre nella Sala Rossa di Villa Corvini a Parabiago (Milano) da Confartigianato Altomilanese in collaborazione con il Comune di Parabiago e la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, ha infatti sostenuto la necessità di tornare ad un'economia sociale di mercato. Un'economia dove viene dato valore alle imprese che operano sul territorio. «Il credito cooperativo è una banca di tipo diverso e la nostra identità definisce la stessa nostra operatività quotidiana sul territorio -ha ricordato Luca Barni, direttore generale della nostra Bcc- Questo non solo perché le Bcc si fondano su una matrice cooperativa, ma anche perché non abbiamo mai dimenticato la nostra funzione tradizionale: originiamo per gestire e non per distribuire. Ovvero, non spostiamo il rischio su terzi, ma vogliamo generare valore per il territorio dove operiamo». Un modo di operare che «poteva farci apparire come dei "panda in via di estinzione" -ha proseguito Barni- ma che ha pagato in termini di risultati: non solamente in occasione dell'attuale crisi, ma anche nel recente passato. Infatti nonostante i nostri 111 anni di storia, negli ultimi quattro anni abbiamo raddoppiato sia gli impieghi, sia la raccolta». Oggi quindi alla Banca di Credito Cooperativo non servono cambiamenti di rotta: «Continueremo sulla nostra strada -ha ricordato il direttore generale- Continueremo a far dormire sonni tranquilli ai nostri clienti e a far guadagnare il territorio operando con gli attori che lavorano su questo territorio. Vogliamo continuare ad essere quell'approdo sicuro di sempre».
Esattamente quanto richiesto dal presidente di Confartigianato Altomilanese. Edmiro Toniolo ha infatti sostenuto che «il sistema bancario è chiamato a rivedere gli indirizzi strategici sui quali si fonda. Occorre restituire un ruolo sociale alla finanza affinché possa essere uno strumento di sostegno all'economia reale: noi siamo piccole aziende, siamo l'economia reale». La situazione attuale non è semplice: pur non essendo ancora terminato il 2008, Confartigianato ha registrato nel quarto trimestre un raddoppio del ricorso ai contratti di solidarietà rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Inoltre, c'è una forte richiesta di liquidità: «Nel 2007 i finanziamenti per liquidità che sono stati presentati rappresentavano il 67 per cento. Adesso ci troviamo in una situazione che sfiora l'80 per cento», ha rilevato Bruno Mazza, presidente di Artigianfidi Legnano scrl. Del resto, «ci troviamo davanti ad un problema di economia reale e di lavoro. C'è un'elevata propensione al risparmio e questo è sintomo di un Paese che non si fida» ha sottolineato Davide Colombo, caporedattore del Sole 24 Ore. Persino le istituzioni locali hanno lamentato questo scollamento con la realtà e con il territorio. Il sindaco di Parabiago, Olindo Garavaglia, ha invocato una revisione del patto di stabilità che «di fatto blinda gli investimenti degli enti pubblici, anche quelli virtuosi. Non poter usare le risorse, pur avendole a disposizione, è frenare l'economia».