TAB SOCI LATERALE
facebook_lan
twitter_lan
youtube_lan
Newsletter_icon
blog_icon_BG
 
titolo

News

 
News
26/09/2012
Semestrale gennaio – giugno 2012

Un risultato improntato alla prudenza: così la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha girato la boa del primo semestre 2012. La situazione tra gennaio e giugno è quella di un istituto con buone performance nella sua attività caratteristica, ma che paga, nel conto economico, gli effetti della crisi. L'utile di 120mila euro registrato nella prima metà dell'anno è, in questo senso, il risultato della sana e prudente gestione che la Bcc ha scelto come criterio guida di lungo termine. Un risultato figlio di una scelta precisa: mettere a disposizione la redditività per coprire le perdite sui crediti causate dai clienti impresa. La semestrale, approvata dal CdA della Banca nell'ultima seduta, è specchio fedele delle difficoltà in cui continua a dibattersi l'economia nel 2012 e delle contromosse per contrastarle messe in campo da una banca locale come la Bcc. «Se l'economia locale sconta una situazione difficile, noi, banca che opera sul e per il territorio, non possiamo che esserne condizionati -afferma il presidente della Bcc Roberto Scazzosi-. A questo aggiungiamo la situazione macroeconomica: se lo spread, tra i nostri tassi attivi e passivi, continua a mantenersi su questi livelli sarà sempre più difficile conservare il ruolo che abbiamo recitato per anni». Essere banca tradizionale per la Bcc ha significato infatti, in primo luogo, soffrire la distonia fra una raccolta a tassi che scontano il rischio del nostro Paese e gli impieghi erogati a tassi europei. Ma anche se la Bcc si è trovata a operare con un euribor dimezzato (da una media di 1,22 a gennaio allo 0,66 medio registrato a giugno), la redditività complessiva le ha permesso di scalare la classifica delle Bcc lombarde piazzandosi tra le prime. Al 30 giugno il margine di intermediazione, ossia la somma di margine di interesse e attività da commissioni, ha toccato i 14 milioni 830mila euro, contro i 13 milioni 351mila del 2011; un risultato che vale un incremento dell'11%.