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Gli auguri del presidente Lidio Clementi sono per la ripresa, l'invito del direttore generale Luca Barni è a fare squadra, il discorso di don Piero Roveda improntato alla condivisione "da cuore a cuore". Così le tre voci che mercoledì 16 dicembre sono risuonate sul palco della sala Don Besana per la festa dei dipendenti della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Auguri e doni, come vuole la tradizione, ma anche il punto sull'anno che è stato -non un anno qualsiasi, il 2009 che stiamo per lasciarci alle spalle- e gli obiettivi del 2010 alle porte. Su un palco dove le piramidi dei pacchi dono suggerivano il profilo dell'albero di Natale è stato il presidente Lidio Clementi il primo a salire. Il primo pensiero va al momento critico che attraversa il territorio, alle difficoltà che stanno vivendo le aziende da cui l'appello ai dipendenti: abbiate care le nostre imprese, sono la ricchezza del nostro territorio. Imprese da sostenere in momenti chiave della loro vita come il passaggio generazionale, tema sviscerato in un recente convegno in Bcc organizzato da Apil. "Siate consulenti verso le nuove generazioni alla guida delle aziende; consulenti come sempre li ha intesi la Bcc: un rapporto, prima ancora che da banca a cliente da persona a persona". Fare banca, oggi, significa considerare che è cambiato il modo di fare impresa e il modo di stare in impresa, quindi anche il modo di fare banca deve evolversi per essere più vicini alle esigenze dei motori della nostra economia. E ancora rivolto ai dipendenti il presidente ne ha sottolineato il ruolo strategico, come osservatori in presa diretta sulla realtà, quindi informatori preziosi per la strategia che il Cda, attraverso la direzione, pone in essere. Anno difficile, questo 2009, ma deve essere la fiducia il filtro attraverso cui guardare al 2010, -ha concluso il presidente- perché la Bcc farà sempre la Bcc, lungo quei binari che hanno sempre fatto la differenza: cose semplici e risposte sollecite.
Dalle parole del presidente alle immagini del video, sequenza di istantanee della crisi attraverso la stampa, per come vissuta dalla Bcc e dagli altri, e interviste ai responsabili delle varie aree della banca, il vicepresidente Feliceangelo Canton, Carlo Crugnola, Adalberto Tomasello e Tiziano Schiera. Quindi la relazione del direttore generale Luca Barni. Ampia la disamina del 2009, cifre e strategie alla mano, con un occhio di riguardo a quello che fa la differenza, quei prodotti che non hanno nulla di bancario e molto di sociale (la Cigs richiesta da un centinaio di lavoratori), la moratoria, per cui tante richieste sono già state raccolte. Quindi la ricognizione sugli obiettivi del 2009 dodici mesi dopo, quegli obiettivi che la Bcc, pure nelle grandi difficoltà conosciute dall'economia reale, ha centrato e il rilancio per l'anno a venire. "Quello che ci proponiamo per il 2010 -ha detto Barni- rientra nell'impostazione di fondo che la gerenza ha avviato da tempo: una Bcc che lavora sempre più secondo principi aziendali, che sceglie la strategia di lungo-medio periodo rispetto alla tattica di corto respiro". Il salto di qualità si accompagnerà a una nuova mentalità commerciale finalizzata a un migliore servizio per la clientela. Il fil rouge sarà la meritocrazia: la Bcc darà uguali chance in partenza a tutti i dipendenti per la carriera in azienda, dipenderà dal singolo il risultato finale. "Dai giovani ci attendiamo la passione, dai più esperti la condivisione -ha concluso il direttore-; la banca si adoprerà per offrire a tutti la possibilità di fare del proprio meglio, ai dipendenti chiediamo di fare squadra". Quindi la simpatica parentesi della registrazione audio del servizio mandato in onda da Radio Montecarlo sul calendario dei campanili, anche per il 2010 soggetto scelto dalla Bcc per illustrare i dodici mesi dell'anno. Nella stralcio di servizio riprodotto in sala è passata l'intervista al fotografo Federico Caruso, impegnato nella scalata delle torri campanarie, con tutte le incognite che un'ascensione di decine e decine di metri riserva. La chiusura al saluto e alla benedizione di don Piero Roveda, parroco di Busto Garolfo: radici e crescita al centro della sua riflessione. "Spesso allargando il giro si perde il controllo, per la Bcc, con la forte espansione territoriale conosciuta in questi anni, non è stato così. La persona è sempre al centro dell'attenzione, come lo sono i giovani, che la banca ha individuato come risorse fondamentali nel suo operare".
Dopo la consegna di un piccolo dono, una penna, a don Roveda il momento dei doni, dello scambio degli auguri, allietato dal buffet allestito nell'atrio della Don Besana
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