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31/07/2017
Banche di comunità dalle buone relazioni: in calo i ricorsi per le Bcc
Nella relazione 2016 dell’arbitro bancario finanziario il Credito Cooperativo in controtendenza. Per Federecasse merito dell’elevato livello della qualità di relazione
L’attenzione al territorio e la dimensione a misura di “comunità” migliorano anche i rapporti con i clienti. È così che le Banche di Credito Cooperativo si scoprono nuovamente in controtendenza anche quando si parla di arbitro bancario finanziario (ABF). La relazione 2016 dell’ABF certifica, a fronte di un sensibile aumento dei ricorsi verso altre componenti del sistema bancario, una loro diminuzione nei confronti delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, ricorsi che scendono di oltre l’8 cento (158 in valore assoluto, pari allo 0,7 del totale).
L’arbitro bancario finanziario è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra i clienti e le banche o gli altri intermediari finanziari. Si tratta di un sistema alternativo, più semplice, rapido ed economico rispetto al ricorso al giudice anche perché non prevede la necessità di assistenza legale da parte di un avvocato.
«I dati contenuti nell’ultima Relazione sull’attività dell’ABF certificano l’elevato livello della qualità di relazione con la clientela propria delle Bcc e premiano l’azione delle banche di territorio in questi anni di dura recessione economica», ha commentato il presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba. «Significativo anche il fatto che le Bcc, a fronte di questi numeri, detengano anche il più basso dato di soccombenza, pari al 32%». Il Rapporto, ha aggiunto dell’Erba «può essere considerato un punto di osservazione interessante sulla qualità della relazione tra istituzioni creditizie, finanziarie e loro clienti; ma anche sugli effetti ancora pesanti della crisi. Non è un caso che l’aumento esponenziale dei ricorsi – di oltre il 60% rispetto all’anno precedente - abbia riguardato l’estinzione anticipata dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione, con un aumento percentuale del 106%».
Le Bcc - con quote di mercato del 22,3% a favore del settore artigiano, del 18,8 all’agricoltura, del 18,7 ad alloggio e ristorazione, del 10% alle costruzioni, del 9,7 al commercio e del 13% al non profit - alle prese con un delicato ed impegnativo percorso di riforma, confermano così la loro vocazione di banche delle comunità locali e di prossimità a famiglie ed imprese. A riforma completata, le Bcc resteranno cooperative a mutualità prevalente dotate di licenza bancaria individuale e inserite in Gruppi Bancari Cooperativi che consentiranno di assicurare ulteriore stabilità e capacità di ascoltare e soddisfare le esigenze tradizionali e nuove delle famiglie, delle imprese, degli enti locali, del non profit.
Info: www.creditocooperativo.it