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16/04/2012
Un correntista informato è un valore aggiunto per la banca

L'educazione finanziaria è fondamentale per un consumatore consapevole. È fondamentale anche per una banca. «Noi preferiamo che i nostri clienti siano preparati e che sappiano capire i meccanismi finanziari anche a lungo termine. In questo modo ci guadagneremmo entrambi: più certezza, più sicurezza, maggiore controllo dei rischi». Così il direttore generale della nostra Bcc, Luca Barni, all'università dell'Insubria, durante la tavola rotonda organizzata venerdì 13 aprile dalla Fondazione Giovanni Valcavi per l'Università dell'Insubria, in collaborazione con la facoltà e il dipartimento di Economia dell'ateneo varesino. «Avere a che fare con correntisti informati e consapevoli è un valore aggiunto anche per gli istituti di credito», ha proseguito Barni.
Si è trattato del primo appuntamento del ciclo di otto lezioni per studenti delle superiori e per studenti universitari in materie "non economiche" per spiegare l'importanza della conoscenza in campo finanziario al quale sono intervenuti Paola Bongini, associato di Economia degli intermediari finanziari dell'università Bicocca di Milano; Rossella Locatelli, ordinario di Economia degli intermediari finanziari dell'università dell'Insubria; Giuseppe Masnaga, direttore generale della Banca popolare di Bergamo; Giuseppe Sopranzetti, direttore della filiale di Milano della Banca d'Italia e l'editorialista del Sole 24 Ore, Gianfranco Fabi.
«L'educazione finanziaria è oggi una scelta necessaria della quale tutti potrebbero beneficiare, istituzioni, banche e soprattutto consumatori», ha detto il direttore generale della nostra Bcc. Tre i punti: «Esiste infatti una forte asimmetria informativa tra chi propone prodotti finanziari e chi li sottoscrive. La conoscenza porterebbe non solo ad una maggior consapevolezza, ma anche ad un calo dei contenziosi, quindi una diminuzione delle spese legali». In secondo luogo, il tema pensione. «Le riforme dei sistemi pensionistici hanno spostato i rischi dal pubblico al privato: serve quindi capire e conoscere per pianificare già oggi il proprio futuro, soprattutto per i giovani», ha continuato Barni. Terzo, la capacità di valutazione delle spese. «Tendenzialmente i giovani hanno una scarsa capacità nel comprendere che una scelta non programmata, determinata in cinque minuti nel momento in cui si solleva il bisogno, può condizionarli per molto tempo. E, in una società dove la finanza è totalmente pervasiva, occorre avere cognizione delle scelte».
Operare sempre tenendo ben presente il futuro è tornare ai valori tradizionali. «Grazie alla sua propensione al risparmio, la famiglia media italiana è oggi il principale ammortizzatore sociale; un ruolo importante soprattutto in questo momento di crisi. Purtroppo rileviamo che il comportamento si sta spostando verso il modello anglosassone tendente più al consumo», ha proseguito il direttore generale. Dal Credito Cooperativo è quindi arrivato il richiamo al territorio. «Facciamo leva su quello che è la nostra base: facciamo leva sul territorio e sui giovani e giovanissimi che vivono nel territorio per coinvolgerli nel nostro progetto. Vogliamo aprire la base sociale alle nuove generazioni, quelle che si affacciano al mondo del lavoro, cercando di creare un circuito virtuoso che parta dalla consapevolezza di essere socio di una banca», ha precisato Barni. Plauso quindi all'iniziativa varesina, la tavola rotonda infatti ha aperto il corso gratuito di "Educazione Finanziaria: consumatori informati per scelte consapevoli" dedicato agli studenti delle scuole superiori e universitari in materie non economiche. «Come banca locale ci rivolgiamo al territorio», ha concluso Barni. «E quella "finanza responsabile" che viene citata nell'articolo 1 della nostra "Carta della Finanza" parte da qui, da scelte precise e condivise con il nostro territorio».