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24/11/2011
Scazzosi: la crisi è anche questione di valori

Non soltanto la degenerazione delle finanza che si abbatte sull'economia: la crisi è anche crisi di valori. Con forza e senza giri di parole la Bcc con il suo presidente Roberto Scazzosi e il direttore generale Luca Barni (nella foto in alto) hanno voluto dirlo alla stampa (sotto) in un incontro convocato il 23 novembre nella sala consiglio della banca sul tema crisi. Proprio il sistema del credito è uno dei termometri più attendibili della crisi sia nel rapporto con le famiglie sia in quello con le aziende. «Per la prima volta famiglie meno giovani hanno cominciato ad avere problemi seri a far fronte alle rate di mutui e finanziamenti accesi 8/10 anni fa -ha affermato Scazzosi-. Se un paio d'anni fa il fenomeno era limitato alle giovani coppie o a quei nuclei familiari colpiti da seri problemi occupazionali, adesso il fenomeno si sta generalizzando. La percentuale resta bassa; supera di poco il 2%, ma fino a qualche tempo fa era quasi zero». E ancora si registra una diminuzione dei risparmi delle famiglie a causa della maggiore difficoltà con cui si accede al credito, e questo porta a erodere quanto accumulato negli anni. Terzo aspetto la mancanza di punti di riferimento per i risparmiatori che sono combattuti fra gli alti rendimenti dei titoli di stato e il rischio che adesso, contrariamente a qualche decennio fa comportano. Quindi come preservare il capitale? Versante aziende: se è vero che la crisi da finanziaria è piombata sull'economia reale e da gennaio a settembre oltre 8mila 500 aziende sono fallite, non ci si deve nascondere il fatto che qualche imprenditore stia facendo il gioco sporco. «Una cosa è se l'azienda è in crisi per la situazione economica generale, tutt'altra cosa se l'azienda utilizza in modo improprio la legge fallimentare, chiede il concordato, affitta il ramo d'azienda con tanti saluti a banche e fornitori -ha sottolineato Barni-. Questo è un gioco che non si deve fare perché le sue conseguenze colpiscono gli operatori economici più onesti e virtuosi». La legge fallimentare attuale non tutela i creditori dal comportamento di imprenditori disonesti, che spesso se la cavano con percentuali irrisorie sull'ammontare dei loro debiti. In più da tenere d'occhio è il fenomeno del ricorso abusivo al credito, ossia l'emissione di fatture false per ottenere denaro. Qualcosa al proposito si sta muovendo: sono arrivati i primi rinvii a giudizio per alcuni imprenditori, ma il punto è che soltanto le pene possono fungere da deterrente per questi comportamenti e se queste sono blande il loro effetto è scarso. Perché se gli effetti della crisi sono aggravati da comportamenti disonesti il prezzo da pagare ricade su tutti, banche e imprenditori onesti. «Sono convinto che per affrontare e risolvere una crisi di dimensioni globali il sistema Italia debba ricercare al proprio interno la soluzione -ha dichiarato Scazzosi-; nessun aiuto esterno potrà essere risolutivo». «Quindi attenzione a chi si affidano i soldi -ha puntualizzato Barni-; ci sono istituti che in Italia si limitano a raccogliere denaro, ma hanno chiuso il rubinetto degli impieghi. Quindi portate i soldi alla banca che volete; l'importante è che quei soldi restino in Italia». Anche questo è fare fronte comune contro la crisi: la Bcc ha voluto incontrare la stampa per dire le cose come stanno, cose che sanno tutti, ma che pubblicamente non sono mai state dette. È un primo passo, un invito affinché altri attori del territorio dicano la loro a proposito. «Serve un'assunzione collettiva di responsabilità -ha concluso Scazzosi-: dobbiamo fare rete, come è stato per l'operazione Univa bond e il progetto Merito Casa. Altre situazioni sono allo studio con le associazioni di categoria. Noi siamo disponibili, nonostante tutte le difficoltà, a continuare a fare la nostra parte anche per tutto il 2012, con serietà e a favore del territorio».