La serata è realizzata in collaborazione con Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Taffo, Lions, l’Atelier del Centro, Fondazione Felice Musazzi ed Eccomi

Il dialetto come radice, la solidarietà come orizzonte. È questa l’anima di “Una dolce serata in allegria”, il nuovo spettacolo della Compagnia dialettale sanvittorese di San Vittore Olona, pronta a tornare sul palcoscenico nel fine settimana, sabato 21 febbraio alle 21, al Teatro San Pio di piazza Conciliazione, con una proposta che intreccia risate e impegno concreto verso chi ha bisogno.
L’appuntamento promette di essere molto più di una semplice rappresentazione teatrale. L’intero incasso sarà devoluto al Progetto Harambee Etiopia, parte di Eccomi Organizzazione di Volontariato, realtà nata nei primi anni Duemila a Gassa Chare, nel sud-ovest dell’Etiopia, con l’obiettivo di sostenere le comunità locali attraverso iniziative di sviluppo e supporto sociale. Un gesto che conferma la vocazione benefica del gruppo, da sempre cifra distintiva della compagnia.
La proposta artistica ruota attorno alla valorizzazione del dialetto, inteso non come semplice colore folkloristico, ma come autentico strumento narrativo. In scena prendono vita espressioni, inflessioni e modi di dire che appartengono alla memoria collettiva, capaci di evocare immediatamente atmosfere familiari e ricordi condivisi. Il dialetto diventa così un ponte tra generazioni, un linguaggio che restituisce il sapore dei cortili di un tempo, delle chiacchiere tra vicine, delle piccole vicende quotidiane che si trasformano in teatro.
La Compagnia dialettale sanvittorese affonda le sue radici nel 1990, quando un gruppo di adolescenti accettò quasi per gioco la sfida di portare in scena uno spettacolo in dialetto. Lo ascoltavano dai nonni, lo capivano, ma pochi lo parlavano davvero. Da quell’esperimento, nato con leggerezza, è germogliata una realtà che da 35 anni unisce passione teatrale e impegno sociale.
Nel tempo la compagnia ha messo in scena numerosi spettacoli, sempre con l’obiettivo di divertire divertendosi e, soprattutto, di fare beneficenza. Una forma di volontariato mai ostentata, ma praticata con serietà e umiltà. Oltre ai teatri, il gruppo ha portato le proprie rappresentazioni anche nelle case di riposo e nelle feste paesane, mantenendo costante il filo rosso della solidarietà.
“Una dolce serata in allegria” riunisce attori storici e nuove leve in un racconto che alterna ricordi e novità. I personaggi, le dinamiche di cortile, le vicissitudini della Maria e degli altri protagonisti compongono un mosaico di situazioni in cui il pubblico può riconoscersi. Le battute in dialetto amplificano l’ironia e rendono ogni scena più autentica, creando un dialogo diretto con la platea.
Dietro le quinte, l’emozione è quella di sempre: il conto alla rovescia prima di entrare in scena, il cuore che accelera, l’energia che si trasforma in voce e movimento. Ma è proprio questa tensione positiva a dare forza a uno spettacolo che non si limita a intrattenere, bensì costruisce legami.
La serata è realizzata in collaborazione con Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Taffo, Lions, l’Atelier del Centro, Fondazione Felice Musazzi ed Eccomi. Un sostegno che dimostra come il teatro dialettale possa diventare strumento concreto di comunità, capace di unire cultura e solidarietà in un’unica, dolce serata in allegria.
A Uboldo, dunque, tutto è pronto. Il pubblico è invitato a mettersi comodo: al resto penseranno loro, con il dialetto nel cuore e la beneficenza come bussola. Una dolce serata in allegria, nel segno del teatro e della solidarietà.