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14/05/2026
Una lunga corsa a teatro a Busto Garolfo il 15 maggio trasforma la storia delle Olimpiadi in un viaggio emotivo che parla a tutti

L’evento, inserito rassegna teatrale “Storie a Primavera”, ha il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento posti.

Un viaggio attraverso la storia delle Olimpiadi e le emozioni degli atleti va in scena a Busto Garolfo con la terza edizione della rassegna teatrale “Storie a Primavera”, venerdì 15 maggio 2026 alle ore 21. L’appuntamento ad ingresso libero porterà sul palco della Sala Civica di via Magenta 25 lo spettacolo “Una lunga corsa”, con il sostegno della cc di Busto Garolfo e Buguggiate. 

Protagonista dello spettacolo è Fabrizio Bianchi, che firma anche la regia, mentre il testo è curato da Silvia Frasson. Al centro della narrazione la straordinaria e intensa vicenda umana e sportiva di Shizo Kanakuri, il primo maratoneta olimpico del Giappone, figura diventata simbolo di determinazione, fragilità e riscatto.

“Una lunga corsa” accompagna il pubblico agli albori delle Olimpiadi moderne, restituendo tutto il fascino delle prime edizioni dei Giochi e di un’epoca in cui il Giappone iniziava ad aprirsi al resto del mondo. Kanakuri, già considerato un mito nel suo Paese prima ancora di gareggiare, si trova a sostenere il peso delle aspettative di un’intera nazione, in una storia che supera i confini dello sport per trasformarsi in una riflessione profonda sull’errore, sulla caduta e sulla possibilità di rinascere.

Lo spettacolo affronta infatti con delicatezza e intensità il tema del fallire in una società che pretende risultati continui e prestazioni costanti. La corsa diventa così metafora universale dell’esistenza e coinvolge direttamente lo spettatore in una domanda essenziale: quando un imprevisto cambia la direzione della nostra vita, chi siamo davvero?

Attraverso una narrazione essenziale e diretta, costruita unicamente sulla presenza dell’attore in scena, “Una lunga corsa” difende il diritto allo sbaglio come esperienza profondamente umana, necessaria e fertile. È un racconto sobrio ma potente, capace di trasformare una pagina di storia sportiva in un viaggio emotivo che parla a tutti.

Lo spettacolo nasce dall’incontro di Fabrizio Bianchi con la vera storia di Shizo Kanakuri e dal desiderio di svilupparla attraverso una forma di teatro di narrazione pura. Determinante è stato il contributo di Silvia Frasson, attrice impegnata da oltre vent’anni nel teatro di narrazione, che ha curato la drammaturgia e l’impostazione del racconto fino alla stesura finale del testo.