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25/02/2026
CdA della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate riunito alla Tela una seduta straordinaria fuori sede nel segno della legalità

Per la prima volta nella sua storia centenaria, il consiglio di amministrazione della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si è riunito fuori dalla sede sociale in una scelta dal chiaro valore di testimonianza. È accaduto martedì 24 febbraio, alle ore 17, all’osteria sociale La Tela di Rescaldina, bene confiscato alla criminalità organizzata e oggi gestito dalla cooperativa sociale omonima. 

«Portare il nostro consiglio di amministrazione in un luogo che rappresenta una storia concreta di restituzione e impegno civile significa riconoscere il valore di realtà che generano coesione sociale e cultura della legalità, riaffermando il ruolo della banca come soggetto vicino alle comunità in cui opera -spiega il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi-. Per una banca cooperativa stare vicino al territorio non è uno slogan, ma un impegno concreto. Riunirci qui ha un valore ben più che simbolico. Significa affermare che solo la legalità può diventare lavoro, relazioni e crescita condivisa».

L’osteria sociale La Tela nasce negli spazi di un ristorante confiscato alla ’ndrangheta nel 2010, successivamente assegnato al Comune di Rescaldina e affidato alla cooperativa La Tela tramite bando pubblico. Proprio nel 2026 l’amministrazione comunale ha rinnovato il contratto di comodato d’uso gratuito per i prossimi sei anni e fin dalla sua nascita, avvenuta alla vigilia della pandemia, la Bcc è stata vicina a questa esperienza non solo attraverso il tradizionale rapporto creditizio, ma accompagnandone la crescita della visibilità sul territorio.

Dopo un avvio complesso legato al periodo pandemico, La Tela ha progressivamente consolidato la propria attività diventando un punto di riferimento per la comunità locale. Dal 2022 la crescita è costante e nel 2025 gli scontrini emessi sono aumentati del 25% rispetto all’anno precedente, segnale di un percorso imprenditoriale e sociale che continua a rafforzarsi.

«La nostra presenza qui è anche un modo per riconoscere il lavoro fatto in questi anni -sottolinea il direttore generale della Bcc, Roberto Solbiati-. La cooperativa ha dimostrato che è possibile coniugare sostenibilità economica e valore sociale. Sono esperienze che arricchiscono il territorio e con le quali è naturale costruire relazioni di lungo periodo».

Tra le collaborazioni più recenti tra la banca e La Tela c’è anche il progetto editoriale dedicato alle vittime minorenni di mafia, realizzato con le scuole del territorio, che testimonia la convergenza di intenti nella promozione della cultura della legalità.

Alla fine del consiglio ci si è spostati a tavola, nella cena che ha seguito la riunione. È lì che Giovanni Arzuffi ha raccontato agli amministratori cosa significa davvero far vivere ogni giorno un bene confiscato. Il suo è un modo di fare antimafia concreto, quasi domestico, che lui stesso sintetizza con un’immagine semplice: pane e salame, «cioè: bisogna darsi da fare». Così è nata una trattoria di resistenza civica e gastronomica in un territorio dove la presenza delle cosche è silenziosa ma reale. «La ’ndrangheta qui non si vede, ma c’è».

La militanza di Arzuffi passa soprattutto dal sociale: l’osteria dà lavoro anche a persone fragili, organizza cene al buio servite da camerieri non vedenti, propone prodotti provenienti da terreni confiscati, ospita laboratori artistici e incontri culturali. C’è una sala giochi dedicata ai figli dei clienti, intitolata ai gemellini Giuseppe e Salvatore Asta, vittime innocenti della mafia, segno di come memoria e quotidianità possano convivere senza retorica, tra piatti della tradizione e relazioni che crescono.

«La serata ci ha dato anche l’occasione di scoprire, per certi versi in modo inaspettato, alcuni prodotti locali che La Tela ha saputo scovare e rimettere al centro -conclude il presidente Roberto Scazzosi-. Sono esperienze che richiamano in modo molto concreto i principi del nostro statuto e dell’identità cooperativa: la legalità, la responsabilità verso la comunità e l’attenzione al territorio non sono concetti astratti, ma scelte che prendono forma nelle realtà che incontriamo e sosteniamo».