Il restauro è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra Comune di Varese, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

La Sala Veratti di Varese torna protagonista della vita culturale cittadina e si prepara ad accogliere una nuova mostra a fine marzo, dopo i lavori di restauro e manutenzione che hanno restituito splendore a uno degli spazi più suggestivi del centro storico. Un intervento reso possibile grazie a una collaborazione tra Comune di Varese, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha sostenuto economicamente il progetto confermando il proprio ruolo di banca del territorio e partner delle iniziative che valorizzano la comunità locale.
La presentazione della nuova mostra in programma a fine mese di marzo sui sequestri di persone in Lombardia, si è svolta nella sala matrimoni del Comune di Varese, in un contesto particolarmente significativo, alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Varese che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà economiche del territorio, evidenziando in particolare il ruolo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, come protagonista delle iniziative che valorizzano la città. La filiale varesina dell’istituto di credito cooperativo, infatti, si trova nella stessa via della Sala Veratti e da anni sostiene progetti culturali e sociali che contribuiscono a far crescere il territorio.
L’atrio e l’ingresso della sala sono stati oggetto di un profondo intervento di manutenzione e restyling, frutto di un Patto di collaborazione tra l’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese e il Comune. I volontari dell’Arma in congedo hanno rinfrescato le pareti, sistemato la porta d’ingresso e le finestre, rendendo l’ambiente adeguato al pregio dei contenuti ospitati e restituendo alla città uno spazio ancora più accogliente e valorizzato.
«Non ci siamo chiesti cosa dovessero fare gli altri, ma cosa potevamo fare noi per la nostra città», ha spiegato il presidente dell’ANC Roberto Leonardi, sottolineando lo spirito con cui è nato il progetto. «Si tratta di un servizio pubblico che rientra nelle corde del volontariato. Quando si fa del volontariato non ci si domanda mai cosa debbono fare gli altri, ma ci si domanda sempre che cosa possiamo fare noi per la città. La nostra associazione, soprattutto i nostri volontari, sono sempre molto attenti alle esigenze del territorio e quindi questo patto di collaborazione con il Comune e la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate entra perfettamente in quello che è il nostro spirito di servizio altrui e quindi siamo entrati in Sala Veratti, abbiamo visto che era necessario un piccolo intervento di manutenzione in una sala del Seicento che di per sé è già splendida e così è stato fatto».
Un intervento che è stato possibile anche grazie al sostegno economico della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha coperto i costi vivi dei materiali utilizzati per i lavori. «Abbiamo chiesto un contributo importante alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate che ci ha risposto positivamente quindi grazie a questo sostegno i nostri volontari hanno dedicato un fine settimana interamente alla Sala Veratti che oggi è tutta lì da vedere quindi invitiamo tutti i cittadini a rivederla in questo suo splendore. Il lavoro non è ancora terminato perché c’è anche una parte che dobbiamo completare. Noi mettiamo l’idea, noi mettiamo la forza lavoro per così dire dei nostri volontari infaticabili, ma è importante che ci sia anche qualcuno che riesca a sostenere questi progetti che, secondo noi, finita la Sala Veratti, devono andare oltre per altri beni comuni urbani», ha aggiunto Leonardi.
Enzo Petrillo, direttore territoriale Area Varese della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha spiegato il senso del sostegno dato. «Essere banca del territorio significa sostenere anche queste opere di rigenerazione urbana», ha spiegato Petrillo, ricordando come la presenza della Bcc non si limiti all’attività bancaria ma si traduca in un sostegno concreto alle iniziative che fanno crescere il territorio. «La nostra banca non si ferma al lavoro degli sportelli, ma è partner e struttura economica del territorio e sostiene le iniziative di chi fa crescere il territorio. Non a parole ma nei fatti siamo presenti: è nel nostro dna di credito cooperativo».
Presso la Sala Veratti è stata posizionata una targa che ricorda il contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate al progetto di restauro e manutenzione, a testimonianza del legame tra la banca e la città.
La Sala Veratti, situata sull’omonima via e a due passi dal Broletto, era il refettorio dell’ex convento di Sant’Antonio ed è oggi adibita a spazio per piccole mostre d’arte ed esposizioni dei Musei Civici. Si tratta di un ambiente piccolo ma estremamente suggestivo, riccamente decorato da affreschi tra cui spiccano quelli del pittore varesino Pietro Antonio Magatti, vissuto tra il 1691 e il 1767.
La sala non è un ambiente isolato ma appartiene a un complesso edilizio più ampio e di antiche origini, legato all’ex convento di Sant’Antonino la cui storia inizia nella metà del Cinquecento. Nel 1567 Carlo Borromeo, in seguito alle disposizioni del Concilio di Trento, ordinò la soppressione del convento di Sant’Antonino a Luvinate pensando di trasferire le monache benedettine a Milano. La comunità di Varese si oppose al trasferimento e mise a disposizione 300 scudi d’oro per la costruzione di un nuovo convento in città. Nel 1568 la Curia diede il permesso per la costruzione del monastero e l’anno successivo venne scelto il luogo dove sarebbe sorto l’edificio conventuale, nell’area compresa tra gli attuali Corso Matteotti, Piazza Carducci, via Broggi e via Veratti.
Le case preesistenti vennero gradualmente adattate alle esigenze del monastero e in parte abbattute e ricostruite sotto la guida di esperti costruttori, tra cui Giuseppe Bernascone. Già dal 1599 iniziò la costruzione del refettorio, oggi Sala Veratti. Nel 1789, per ordine dell’Imperatore Giuseppe II, il monastero venne soppresso e nello stesso anno l’intero complesso fu acquistato tramite asta pubblica da Pietro Veratti che lo trasformò in casa con annesse botteghe. Dal 1986 la sala è di proprietà del Comune di Varese.
L’attuale Sala Veratti, a pianta rettangolare, presenta un ingresso differente da quello originario e al visitatore oggi è consentita la visione con una prospettiva rovesciata rispetto a quella d’un tempo. Sulla parete dell’odierno ingresso affreschi di raffinata qualità pittorica raffigurano Re Davide, l’Annunciazione, i Simboli della Passione, Dio Padre e lo Spirito Santo, attribuibili a Donato Mazzolino. Sulla parete di fondo si trovano invece dipinti di più semplice fattura risalenti al XVIII secolo con soggetti come la Nascita di Cristo, l’Annuncio ai pastori e l’Adorazione del Bambino, oltre agli Angeli sulla volta. Tra il 1736 e il 1740 Pietro Antonio Magatti e i fratelli Baroffio realizzarono figure a mezzo busto raffiguranti Sibille e Profeti vestiti all’antica con ampi panneggi all’interno di cornici architettoniche. Entrando nel refettorio si susseguono la Sibilla Libica, Cumana, Eritrea e Persica, alternate ai profeti secondo l’iconografia tradizionale.
Con i lavori di manutenzione e restyling appena conclusi, la Sala Veratti si prepara ora ad accogliere nuove mostre ed iniziative da fine marzo, confermandosi uno spazio culturale di grande valore storico e artistico per la città di Varese e simbolo di una collaborazione concreta tra istituzioni, volontariato e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, unica banca locale del territorio.