Utile netto a 14,4 milioni. Migliorano fondamentali e qualità del credito
Impieghi medi a 883 milioni (+4%). Commissioni nette a 18,1 milioni (+4,88%), con copertura del costo del personale oltre il 104%. In netta e continua diminuzione i crediti deteriorati lordi (oggi al 2,75%) e il rapporto sofferenze lorde/impieghi lordi (all’1,35%)

Una banca solida, capace di crescere anche quando il contesto cambia. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate chiude il 2025 con un utile netto di 14,4 milioni di euro (17 milioni l’utile lordo) e con il segno "più" davanti a tutti i principali indicatori, con gli impieghi medi alla clientela che crescono da 849 a 883 milioni di euro (+ 4%), in controtendenza rispetto a un mercato che ha registrato una flessione del credito. Un dato che evidenzia la continuità del sostegno a famiglie e imprese del territorio.
Il bilancio sarà sottoposto all’approvazione dei soci nel corso dell’assemblea annuale in programma domenica 26 aprile al teatro Tirinnanzi.
«È un segnale molto chiaro del ruolo che continuiamo a svolgere -osserva il presidente Roberto Scazzosi-. Anche in un contesto non semplice, abbiamo scelto di essere presenti, di accompagnare le famiglie e di sostenere le imprese nei loro progetti. Per una banca di credito cooperativo questo non è un aspetto accessorio, ma il cuore della propria missione: trasformare la solidità in capacità concreta di stare accanto al territorio».
Accanto a questo, si rafforza in modo significativo la componente dei servizi. Le commissioni nette raggiungono i 18,1 milioni di euro, in crescita del 4,88%, con una performance superiore rispetto alla media delle altre banche di credito cooperativo del Gruppo Iccrea. Nella macroarea del Nord-Ovest, infatti, la crescita si attesta al 2,42%, mentre a livello nazionale all’1,59%.
Un risultato che assume un valore strategico: proprio le commissioni rappresentano una fonte stabile di reddito, capace di sostenere il conto economico a prescindere dalle oscillazioni del mercato e di consentire alla banca di mantenere equilibrio anche quando i tassi di mercato cambiano. Come già da alcuni anni, amche nel 2025 le commissioni nette coprono integralmente il costo del personale, con un rapporto superiore al 104%.
«Questo è uno degli elementi più significativi del nostro bilancio -sottolinea il direttore generale Roberto Solbiati- perché dimostra la qualità del modello che abbiamo costruito nel tempo. Non siamo una banca che dipende esclusivamente dall’andamento dei tassi, ma una realtà capace di generare valore attraverso i servizi, la consulenza e la relazione con il cliente. La crescita delle commissioni indica che stiamo andando nella direzione giusta: offrire risposte sempre più complete e personalizzate a famiglie e imprese, rafforzando allo stesso tempo la stabilità della nostra struttura economica».
Altrettanto rilevante è il controllo dei costi. «Nonostante l’aumento generalizzato delle spese di gestione, i costi operativi complessivi crescono solo dell’1,38% -nota Solbiati-, grazie a una gestione attenta e a una programmazione puntuale».
Sul fronte della solidità patrimoniale, la banca conferma indicatori di assoluto rilievo, con livelli ampiamente superiori ai requisiti richiesti. Un elemento che rafforza la capacità di affrontare scenari complessi e di sostenere lo sviluppo nel tempo. «La solidità patrimoniale resta uno dei pilastri della nostra banca -aggiunge Solbiati-. È ciò che ci consente di operare con tranquillità, di guardare al futuro con fiducia e di continuare a sostenere in modo concreto il territorio. Una struttura solida non è solo un dato tecnico, ma una garanzia per soci, clienti e comunità».
A questo si affianca un miglioramento significativo della qualità del credito. I crediti deteriorati lordi scendono al 2,75% (dal 3,08% di fine 2024), un livello nettamente inferiore rispetto all’obiettivo del 3,10% fissato a inizio anno. Ancora più evidente il dato sulle sofferenze: il rapporto sofferenze lorde/impieghi lordi si riduce all’1,35% (dall’1,57%), anche in questo caso ben al di sotto del target dell’1,60%. «Numeri che confermano una gestione attenta e prudente del rischio e rafforzano ulteriormente il profilo di solidità della banca», fa notare il presidente Scazzosi.
Tornando all'utile netto di 14,4 milioni, un risultato che si confronta con i 20,4 milioni del 2024, va detto che la flessione dell’utile è legata in modo diretto all’andamento dei tassi di mercato, che nel corso dell’anno hanno registrato una riduzione significativa. Il tasso sui depositi presso la Banca centrale europea è passato dal 3% al 2%, mentre anche l’Euribor, riferimento per gran parte dei finanziamenti indicizzati, è sceso rispetto ai livelli dell’anno precedente. Questo scenario ha inciso sul margine di interesse, sceso da 37,5 milioni a 30,9 milioni di euro, senza però intaccare la capacità della banca di sviluppare la propria attività.
«Il dato dell’utile va inserito in questo quadro complessivo -sottolinea il direttore generale Roberto Solbiati-. Siamo di fronte a una banca che cresce nei fondamentali e che dimostra una struttura solida ed equilibrata. Gli impieghi aumentano, segno concreto della fiducia che famiglie e imprese continuano a riporre in noi, e le commissioni crescono in modo significativo, anche più del sistema di riferimento. Questo significa che siamo riusciti a costruire un modello meno esposto alle oscillazioni dei tassi e sempre più orientato ai servizi e alla relazione con il cliente».
Il quadro che emerge è quello di una banca solida e resiliente, con un margine di intermediazione pari a 49,6 milioni di euro e un risultato netto della gestione finanziaria di 45,5 milioni.
«Questi numeri -conclude il presidente Roberto Scazzosi- raccontano una banca che sa stare dentro il cambiamento senza perdere la propria identità. La solidità patrimoniale e la capacità di generare valore non sono per noi un punto di arrivo, ma la condizione per continuare a svolgere il nostro ruolo sul territorio. Essere una banca di credito cooperativo significa trasformare i risultati economici in capacità di sostenere le comunità, accompagnare le imprese nei loro percorsi di crescita e restare un punto di riferimento per le famiglie. Crescere per noi non è mai un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento per essere più vicini alle persone e ai territori. È su questo equilibrio tra sviluppo e radicamento che continuiamo a costruire il futuro della nostra banca».
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Ufficio stampa Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: Eo Ipso
Info: Marino Pessina, mpessina@eoipso.it, 335 446111