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14/04/2026
Bilancio 2025: utile a 14,4 milioni. Crescono fondamentali e qualità del credito

La nostra banca continua a crescere, anche in un contesto che cambia. Chiudiamo il 2025 con un utile netto di 14,4 milioni di euro (17 milioni l’utile lordo) e con il segno “più” davanti a tutti i principali indicatori.

Gli impieghi medi alla clientela salgono da 849 a 883 milioni di euro (+4%), in controtendenza rispetto a un mercato che ha registrato una flessione del credito. Un risultato che conferma la continuità del nostro sostegno a famiglie e imprese del territorio.

Il bilancio sarà sottoposto all’approvazione dei soci nel corso dell’assemblea annuale in programma domenica 26 aprile al teatro Tirinnanzi.

«È un segnale molto chiaro del ruolo che continuiamo a svolgere -osserva il presidente Roberto Scazzosi-. Anche in un contesto non semplice, abbiamo scelto di essere presenti, di accompagnare le famiglie e di sostenere le imprese nei loro progetti. Per una banca di credito cooperativo questo non è un aspetto accessorio, ma il cuore della propria missione: trasformare la solidità in capacità concreta di stare accanto al territorio».

Si rafforza in modo significativo anche la componente dei servizi. Le commissioni nette raggiungono i 18,1 milioni di euro, in crescita del 4,88%, con una performance superiore rispetto alla media delle altre Bcc del Gruppo Iccrea (2,42% nel Nord-Ovest e 1,59% a livello nazionale).

Un risultato strategico: le commissioni rappresentano una fonte stabile di reddito e consentono di mantenere equilibrio anche in presenza di variazioni dei tassi. Nel 2025 coprono integralmente il costo del personale, con un rapporto superiore al 104%.

«Questo è uno degli elementi più significativi del nostro bilancio -sottolinea il direttore generale Roberto Solbiati- perché dimostra la qualità del modello che abbiamo costruito nel tempo. Non siamo una banca che dipende esclusivamente dall’andamento dei tassi, ma una realtà capace di generare valore attraverso i servizi, la consulenza e la relazione con il cliente. La crescita delle commissioni indica che stiamo andando nella direzione giusta: offrire risposte sempre più complete e personalizzate a famiglie e imprese, rafforzando allo stesso tempo la stabilità della nostra struttura economica».

Attento anche il controllo dei costi: «Nonostante l’aumento generalizzato delle spese di gestione, i costi operativi complessivi crescono solo dell’1,38% -nota Solbiati-, grazie a una gestione attenta e a una programmazione puntuale».

Sul fronte della solidità patrimoniale, confermiamo indicatori di assoluto rilievo, ben superiori ai requisiti richiesti. «La solidità patrimoniale resta uno dei pilastri della nostra banca -aggiunge Solbiati-. È ciò che ci consente di operare con tranquillità, di guardare al futuro con fiducia e di continuare a sostenere in modo concreto il territorio. Una struttura solida non è solo un dato tecnico, ma una garanzia per soci, clienti e comunità».

Migliora inoltre la qualità del credito: i crediti deteriorati lordi scendono al 2,75% (dal 3,08% di fine 2024), sotto l’obiettivo del 3,10%. Il rapporto sofferenze lorde/impieghi lordi si riduce all’1,35% (dall’1,57%), anche in questo caso ben al di sotto del target dell’1,60%.

«Numeri che confermano una gestione attenta e prudente del rischio e rafforzano ulteriormente il profilo di solidità della banca», evidenzia il presidente Scazzosi.

Il risultato si confronta con i 20,4 milioni del 2024: la flessione è legata all’andamento dei tassi di mercato (riduzione del tasso BCE dal 3% al 2% e calo dell’Euribor), che ha inciso sul margine di interesse, sceso da 37,5 a 30,9 milioni di euro, senza però intaccare la nostra capacità di sviluppo.

«Il dato dell’utile va inserito in questo quadro complessivo -sottolinea Solbiati-. Siamo di fronte a una banca che cresce nei fondamentali e che dimostra una struttura solida ed equilibrata. Gli impieghi aumentano e le commissioni crescono in modo significativo: questo significa che abbiamo costruito un modello meno esposto alle oscillazioni dei tassi e sempre più orientato ai servizi e alla relazione con il cliente».

Il quadro complessivo è quello di una banca solida e resiliente, con un margine di intermediazione pari a 49,6 milioni di euro e un risultato netto della gestione finanziaria di 45,5 milioni.

«Questi numeri -conclude il presidente Roberto Scazzosi- raccontano una banca che sa stare dentro il cambiamento senza perdere la propria identità. La solidità patrimoniale e la capacità di generare valore non sono un punto di arrivo, ma la condizione per continuare a svolgere il nostro ruolo sul territorio. Essere una banca di credito cooperativo significa trasformare i risultati economici in capacità di sostenere le comunità, accompagnare le imprese e restare un punto di riferimento per le famiglie. Crescere per noi non è mai un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento per essere più vicini alle persone e ai territori».