
«Francesco d’Assisi è stato il primo poeta della nascente letteratura italiana. Dante verrà soltanto cento anni dopo». Angelo Branduardi parte dalle parole prima ancora che dalla musica per aprire davanti a 1.630 spettatori il concerto di Busto Garolfo. Parole che hanno dato immediatamente il senso di una serata che non è stata soltanto un grande appuntamento musicale. Il concerto “Il Cantico” di Angelo Branduardi, sabato 12 settembre all’Oratorio Sacro Cuore, ha rappresentato infatti il momento conclusivo della tre giorni dedicata all’economia francescana, promossa a Busto Garolfo dalla Parrocchia SS. Salvatore e Margherita in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e realizzata in collaborazione con la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Tre giornate nelle quali cultura, economia, teatro, storia, spiritualità e infine musica hanno proposto linguaggi differenti per interrogarsi sull’attualità del pensiero francescano.
La Bcc ha accompagnato l’intero percorso, sostenendo un’iniziativa che ha messo al centro temi strettamente legati alla natura stessa del credito cooperativo: mutualità, comunità, redistribuzione del valore sul territorio e un’economia nella quale il risultato economico resta necessario, ma non rappresenta l’unica misura del valore prodotto. Una riflessione sviluppata nei giorni precedenti nella Sala Don Besana e affidata alla musica di Branduardi per il gran finale davanti a una platea gremita.
Tra il pubblico erano presenti il presidente della Bcc Roberto Scazzosi, la consigliera Danila Battaglia, diversi dipendenti della banca e rappresentanti di CCR Insieme ETS, realtà attraverso la quale l’istituto di credito cooperativo sviluppa anche attività mutualistiche, sociali e di sostegno alla comunità.
Quasi due ore di concerto hanno portato Busto Garolfo dalle fonti francescane ai grandi classici di Branduardi. Sul palco, affiancato da un grande maxischermo, il “Menestrello” è stato accompagnato da Fabio Valdemarin alle tastiere, Nicola Oliva alle chitarre, Stefano Olivato al basso e Davide Ragazzoni alla batteria.
La prima parte è stata dedicata a “L’Infinitamente Piccolo”, il progetto discografico costruito sugli scritti e sulle fonti francescane. Attraverso musica e parole Branduardi ha ripercorso episodi della vita di Francesco e alcuni degli elementi centrali della sua esperienza: la semplicità, la fraternità, la libertà, l’accoglienza, la gioia e il rapporto con il creato. Temi che hanno creato una continuità ideale con le riflessioni sull’economia francescana sviluppate nelle giornate precedenti.
La seconda parte ha progressivamente cambiato atmosfera. Come aveva anticipato lo stesso Branduardi, accanto alle canzoni più conosciute sono tornati brani eseguiti raramente dal vivo. Poi spazio alle melodie entrate nella storia della musica italiana: da “La pulce d’acqua” a “Cogli la prima mela”, passando per “La giostra” e “Il disgelo”. Nel corso dello spettacolo non è mancato anche un momento di particolare intensità con il ricordo dell’amico Giorgio Faletti.
Il momento di maggiore partecipazione è arrivato con “Alla Fiera dell’Est”. Branduardi ha diretto dal palco e le 1.630 persone presenti hanno accompagnato il brano trasformando l’Oratorio Sacro Cuore in un unico grande coro. Un finale popolare e festoso per una serata iniziata nel raccoglimento delle parole francescane.
«Un caro grazie al maestro Angelo Branduardi per il concerto di ieri sera, tanti ottimi ricordi che lasceranno un segno indelebile per le generazioni a venire qui nella parrocchia di Busto Garolfo», ha commentato il parroco don Giovanni Patella, ringraziando anche la vasta squadra di volontari che ha lavorato alla realizzazione dell’appuntamento.
Il concerto ha chiuso un percorso iniziato giovedì 10 settembre nella Sala Don Besana con la mostra “Economia fraterna”, curata dal professor Raffaele Albè, e proseguito con il confronto dedicato a “L’economia francescana – Quando è in comunione, non in competizione”. Dopo i saluti del sindaco Giovanni Rigiroli, dell’assessore Stefano Carnevali e di don Giovanni Patella, la Compagnia dei Gelosi ha proposto “Il Cantico economico”, introducendo il dialogo tra lo storico Gabriele Ruggeri, fra Felice Autieri OFMConv e Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Bcc Roberto Scazzosi. La mostra è rimasta aperta anche venerdì 11 settembre, mentre sabato la tre giorni si è spostata all’Oratorio Sacro Cuore per il concerto di Branduardi.
Un percorso che ha consentito alla Bcc di riportare la riflessione francescana anche sul terreno dell’economia contemporanea. «Il Cantico delle Creature è una preghiera, ma anche un inno alla vita, un esempio di come l’arte possa diventare uno strumento per avvicinare le persone e trasmettere valori universali, unire cultura, spiritualità e riflessione sul ruolo che ciascuno di noi può avere nella costruzione del bene comune», ha sottolineato Roberto Scazzosi. «L’economia francescana ci richiama a un’idea di sviluppo in cui il valore non si misura soltanto attraverso il risultato economico, ma anche attraverso la capacità di generare benessere, relazioni e opportunità per le persone e per le comunità».
«È un approccio che sentiamo profondamente vicino alla storia e alla missione delle Banche di Credito Cooperativo, nate proprio con l’obiettivo di mettere la finanza al servizio dei territori e delle persone – ha aggiunto Scazzosi –. In questo senso, il messaggio di San Francesco conserva una straordinaria attualità e rappresenta uno stimolo per immaginare un’economia più umana, responsabile e attenta al bene comune».
Il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate alla tre giorni si è inserito così in un percorso che ha provato a mettere in dialogo il pensiero di Francesco con il presente: dal confronto sul rapporto tra profitto, mutualità e bene comune alla capacità dell’arte di parlare direttamente alle persone. E proprio alla musica è spettato il compito di chiudere il cerchio. Prima le parole di Francesco affidate alla voce e al violino di Branduardi, poi i brani di una carriera lunga decenni e infine 1.630 persone a cantare insieme “Alla Fiera dell’Est”: il finale più partecipato di tre giorni nei quali Busto Garolfo ha provato a rileggere, otto secoli dopo, l’attualità del messaggio francescano.