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21/09/2026
Quattro nuove filiali e conti in crescita: il nostro utile al 30 giugno sale a 7,56 milioni (+7,9%)

Da questa mattina Cantello, Lavena Ponte Tresa, Luino e Varese Biumo hanno aperto con le insegne della nostra Bcc. E mentre le quattro nuove filiali entrano ufficialmente nella nostra rete, i risultati della semestrale al 30 giugno 2026 raccontano la solidità economica con cui affrontiamo uno dei passaggi più importanti della nostra storia recente.

L’utile netto dei primi sei mesi dell’anno raggiunge i 7,562 milioni di euro, in crescita del 7,95% rispetto ai 7,006 milioni del 30 giugno 2025. L’utile dell’attività corrente al lordo delle imposte sale a 9,478 milioni, con un incremento del 9,52%.

Ma sono soprattutto le componenti caratteristiche della gestione a indicare la qualità della nostra crescita. Il margine di interesse raggiunge 17,316 milioni di euro, il 4,47% in più rispetto ai 16,575 milioni di giugno 2025, segnando un’inversione di tendenza rispetto alla dinamica registrata nei primi tre mesi dell’anno. Un recupero al quale hanno contribuito le iniziative strategiche che abbiamo adottato nella gestione della raccolta e del costo della provvista.

Ancora più marcato l’incremento delle commissioni nette, che passano da 8,619 a 9,612 milioni di euro: quasi un milione in più e una crescita dell’11,53%. Un risultato particolarmente significativo nella strategia che stiamo perseguendo da tempo, puntando sullo sviluppo dei ricavi da servizi e sulla capacità di rispondere in maniera sempre più completa ai bisogni dei nostri clienti.

«È un dato al quale attribuisco particolare importanza -sottolinea il nostro direttore generale Roberto Solbiati- perché crescere nei servizi significa essere capaci di conoscere i clienti, comprenderne i bisogni e proporre soluzioni realmente utili. L’incremento dell’11,53% delle commissioni nette è un risultato che ci pone ai vertici delle banche del Gruppo BCC Iccrea e conferma la bontà di una linea sulla quale lavoriamo da anni. A questo si aggiunge il recupero del margine di interesse, frutto anche delle iniziative strategiche che abbiamo messo in campo negli ultimi mesi. Sono due componenti che insieme ci consentono di affrontare la nuova fase di crescita della banca partendo da fondamentali molto solidi».

L’effetto combinato porta il margine di intermediazione a 28,321 milioni di euro, in aumento del 10,43% rispetto ai 25,646 milioni del primo semestre 2025. Migliora nello stesso tempo il costo del rischio: le rettifiche nette per rischio di credito scendono da 2,628 a 1,418 milioni di euro, con una riduzione del 46,05%. Il risultato netto della gestione finanziaria raggiunge così 26,903 milioni, il 16,88% in più rispetto a un anno prima.

Un altro indicatore restituisce con particolare immediatezza l’evoluzione del nostro modello. Nei primi sei mesi del 2026 le commissioni nette, pari a 9,612 milioni di euro, arrivano a coprire praticamente il 100% dei 9,641 milioni di costo del personale: il rapporto è del 99,7%. Un anno prima la copertura era attorno al 95%.

Un risultato ottenuto mentre continuiamo a investire sulle persone. Al 30 giugno i nostri dipendenti erano 182, quattro in più rispetto ai 178 di un anno prima. Le spese per il personale crescono del 6,07%, da 9,089 a 9,641 milioni di euro, incorporando anche gli effetti degli aumenti contrattuali.

E da oggi a quelle 182 persone si aggiungono i 35 colleghi provenienti dalle quattro nuove filiali.

«Non stiamo crescendo soltanto in termini di sportelli, clienti e volumi -prosegue Solbiati-. Continuiamo a investire nelle professionalità e nel capitale umano. Con questa operazione entrano nella nostra organizzazione altre 35 persone e abbiamo scelto di salvaguardare anche le posizioni di chi nelle nuove filiali lavorava con contratti di somministrazione, dando continuità al loro rapporto di lavoro. Per noi crescere significa anche questo».

La semestrale registra una crescita dei costi operativi del 21,26%, da 14,364 a 17,418 milioni di euro. Un dato che deve però essere letto anche alla luce della fase straordinaria che stiamo attraversando. Nei conti del semestre sono infatti già stati spesati circa 1,3 milioni di euro legati al progetto che ha portato all’acquisizione e all’integrazione delle quattro nuove filiali. Al netto di questa componente straordinaria, la crescita dei costi operativi sarebbe sensibilmente inferiore.

Pesano inoltre costi di struttura in larga parte non comprimibili. Le altre spese amministrative ammontano a 8,508 milioni di euro e al loro interno la componente intercompany raggiunge 4,190 milioni: considerando le spese amministrative in senso stretto, l’incidenza dei costi intercompany arriva al 63,73%. Si tratta in larga misura dei servizi e delle infrastrutture messi a disposizione dal Gruppo BCC Iccrea per il funzionamento della nostra banca.

A questi si aggiungono gli investimenti effettuati sulle sedi e sugli ambienti di lavoro, in una fase nella quale abbiamo proseguito il programma di rinnovamento e miglioramento degli spazi destinati ai clienti e a tutti noi.

«I numeri dei costi vanno letti insieme alle scelte che abbiamo compiuto -osserva Solbiati-. Abbiamo già sostenuto nel semestre una parte importante degli oneri necessari a preparare l’operazione sulle nuove filiali, abbiamo continuato a investire nelle persone e abbiamo proseguito gli interventi sulle nostre sedi. Non sono costi subiti: sono in larga parte investimenti che servono a costruire la banca dei prossimi anni».

Per il nostro presidente Roberto Scazzosi, la coincidenza fra i risultati semestrali e l’apertura delle quattro nuove filiali rende ancora più evidente il significato di questo passaggio. «Da questa mattina oltre 13mila nuovi clienti entrano nella nostra Bcc e lo fanno in una banca che cresce partendo da fondamenta solide -sottolinea Scazzosi-. I risultati del primo semestre dimostrano la capacità della nostra organizzazione di produrre reddito, mantenere sotto controllo il rischio e nello stesso tempo continuare a investire. È questa solidità che ci permette di affrontare una crescita così importante senza cambiare il nostro modo di essere banca. Oggi non celebriamo soltanto quattro nuove insegne. Comincia il lavoro per costruire relazioni con nuove persone, imprese e comunità. I numeri ci danno la forza per farlo; la nostra identità cooperativa ci indica come farlo».