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08/10/2026
Albizzate, aperitivo letterario benefico con la presentazione del libro “Lo stormo dell’aquila” il 10 ottobre per Valbossa in Rosa
Il ricavato delle vendite sarà devoluto al Centro Ricerche in Senologia dell’Università dell’Insubria. L’iniziativa rientra nell’ottava edizione di Valbossa IN Rosa, manifestazione sostenuta anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e da Ccr Insieme Ets

Un libro che racconta gioie, dolori, lotte e accettazione, una storia personale capace di trasformarsi in esperienza condivisa e, allo stesso tempo, un gesto concreto a favore della ricerca. Sabato 10 ottobre, alle 18, il Palazzo Comunale di Albizzate, in piazza IV Novembre, ospita l’Aperitivo Letterario promosso nell’ambito di Valbossa IN Rosa e dedicato alla presentazione di Lo stormo dell’aquila di Donata Mary Potito.

L’incontro unirà cultura, testimonianza e solidarietà. Il ricavato della vendita del libro sarà infatti devoluto al Centro Ricerche in Senologia dell’Università dell’Insubria, diretto dalla professoressa Francesca Rovera, contribuendo a sostenere la ricerca e la cura delle patologie senologiche.

Alla presentazione saranno presenti, insieme all’autrice, Alessandra Stifani, Annarosa Confalonieri, Nicola Tovaglieri e Adele Patrini. Al termine dell’incontro il pubblico potrà proseguire il momento di condivisione partecipando a un aperitivo conviviale.

Lo stormo dell’aquila è un racconto attraversato da gioie e sofferenze, accettazioni e battaglie, narrate con franchezza, ironia e un linguaggio immediato. Donata Mary Potito affida alla scrittura una vicenda di vita nella quale esperienza personale, malattia, relazioni e memoria si intrecciano, trasformando la narrazione in una forma di cura.

Il libro si apre su una soglia drammatica, quella tra la vita e la morte. Un incidente stradale spezza il tempo e le certezze della protagonista, Marina, facendo emergere voci, immagini e ricordi. Tra questi affiora anche una canzone di Franco Battiato e quel verso, “Le aquile non volano a stormi”, destinato a diventare una delle chiavi simboliche dell’intero racconto.

L’aquila diventa così immagine di un volo interiore, solitario ma tenace. Da quel confine Marina ripercorre la propria esistenza con uno sguardo nuovo. Gli episodi della vita diventano frammenti da ricomporre attraverso le parole: gli affetti familiari, le amicizie, le complicità e i tradimenti, l’amore e la disillusione, le ferite e la capacità di ricominciare.

Tra le figure che attraversano il racconto c’è Peter, legato a una storia passionale e complessa che diventa anche occasione per interrogarsi sul desiderio, sulle relazioni e sulla crescita personale. Ma Lo stormo dell’aquila va oltre il racconto sentimentale. Al centro emerge soprattutto il tema della cura, intesa nella sua dimensione più ampia: cura del corpo, degli affetti, della memoria e della propria interiorità.

La protagonista è un medico che, a un certo punto della propria esistenza, diventa paziente. La diagnosi oncologica ribalta prospettive e ruoli e porta in primo piano una consapevolezza essenziale: anche chi è abituato a curare gli altri può trovarsi nella condizione di avere bisogno di essere curato, non soltanto dal punto di vista clinico ma anche umano, affettivo ed esistenziale.

È in questa prospettiva che il libro può essere letto anche attraverso i principi della medicina narrativa: la malattia non è isolata dalla biografia della persona, ma entra nella sua storia, modifica identità, relazioni e priorità. Raccontarla significa allora provare a restituire ordine e significato a ciò che ha sconvolto l'esistenza.

La scrittura di Potito alterna intensità e ironia, dolore e vitalità. Mare, montagna, vento e solitudine accompagnano scene familiari e quotidiane, mentre trovano spazio anche momenti di leggerezza e tenerezza, come quelli dedicati al cane Jung, compagno di vita e presenza capace di assumere a sua volta un valore terapeutico.

L’appuntamento di Albizzate acquista un significato ulteriore proprio grazie alla scelta di legare la presentazione alla raccolta di fondi per la ricerca senologica. Una storia individuale diventa così occasione di partecipazione collettiva: le parole raccontano la malattia e la capacità di attraversarla, mentre il contributo derivante dalla vendita del volume si trasforma in sostegno concreto alla ricerca.

L’iniziativa fa parte dell’ottava edizione di Valbossa IN Rosa, il progetto nato nel 2019 in ricordo del sorriso di Cinzia e Ilaria con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione del tumore al seno. Una manifestazione che, anno dopo anno, ha ampliato il proprio raggio d’azione fino a coinvolgere 39 Comuni attraverso appuntamenti culturali, informativi, sportivi e ricreativi.

Nelle prime sette edizioni Valbossa IN Rosa ha raccolto complessivamente circa 85mila euro. Risorse che sono state trasformate in centinaia di visite senologiche di base e specialistiche con ecografia e in contributi destinati al volontariato oncologico, all’Istituto Besta di Milano e ai reparti di Radioterapia, Mammografia senologica e Radiologia degli ospedali dell’ASST Sette Laghi.

L’ottava edizione è promossa dall’associazione In Valbossa e può contare anche sul sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e di Ccr Insieme Ets, realtà che rappresenta il braccio operativo della banca nella gestione della mutua di comunità rivolta ai soci e nelle iniziative dedicate alla prevenzione oncologica.

L’Aperitivo Letterario di sabato 10 ottobre diventa così uno dei tasselli di un percorso nel quale prevenzione e ricerca incontrano il territorio e la partecipazione delle persone. Un libro può raccontare il dolore senza esserne sopraffatto, custodire la memoria e aiutare a riconoscersi nell’esperienza dell’altro. E, in questo caso, può fare ancora di più: trasformare una storia condivisa in un aiuto concreto per chi ogni giorno lavora nella ricerca e nella cura delle patologie senologiche.