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12/10/2026
Da Varese a Malpensa, Insight Foto Festival conquista l’aeroporto con la mostra “Habitat”
Un progetto culturale che ha trovato parte del proprio sostegno anche nella raccolta fondi sulla piattaforma Ginger, nell’ambito delle iniziative della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

Inaugurata al PhotoSquare del Terminal 1 la mostra “Habitat – Quale natura abitiamo?”, visitabile gratuitamente fino al 15 gennaio 2027. Quattro progetti artistici raccontano il rapporto tra uomo e ambiente. L’esposizione apre la sesta edizione di Insight Foto Festival, che porterà a Varese 42 mostre e 40 appuntamenti. Un festival che nasce e cresce sul territorio, che coinvolge la comunità anche attraverso il crowdfunding e che arriva a presentare la fotografia contemporanea davanti a un pubblico internazionale.  

La presenza a Malpensa segna una novità nella storia della manifestazione. Per la prima volta Insight esce dai confini della città di Varese e porta le proprie proposte artistiche in un luogo attraversato quotidianamente da persone provenienti da ogni parte del mondo. L’aeroporto diventa così non soltanto una porta d’accesso al territorio, ma anche una vetrina per la creatività, la ricerca artistica e le iniziative culturali che nascono e si sviluppano a livello locale.

L’esposizione è realizzata in collaborazione con SEA Milan Airports e anticipa il programma della sesta edizione di Insight Foto Festival, in calendario dal 16 al 25 ottobre a Varese, dove saranno proposte 42 mostre e 40 appuntamenti dedicati alla fotografia contemporanea. Un programma articolato che conferma la volontà degli organizzatori di utilizzare la fotografia come strumento per leggere la società, interpretare i cambiamenti e stimolare il confronto su questioni culturali, ambientali e sociali.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “Abito”, una parola volutamente ricca di significati. Non soltanto l’abito che indossiamo, ma anche l’atto di abitare, il rapporto con gli spazi, con i luoghi e con le persone. Una riflessione che, nella mostra allestita a Malpensa, si concentra su una domanda precisa: quale natura abitiamo?

Il percorso espositivo propone quattro differenti interpretazioni del rapporto tra esseri umani e ambiente, mettendo al centro la trasformazione del paesaggio, la fragilità degli ecosistemi, la riproduzione artificiale della natura e la capacità degli elementi naturali di diventare protagonisti del processo creativo.

Il collettivo Collective22 presenta “Archive22”, un progetto avviato nel 2025 e tuttora in corso, dedicato alla documentazione di specie a rischio poco conosciute. L’archivio combina fotografie analogiche e immagini dichiaratamente generate attraverso strumenti artificiali, creando un dialogo tra documentazione e rappresentazione. Le opere fanno parte di Archive22.org, un portale digitale interattivo aperto al pubblico e destinato ad arricchirsi nel tempo. Il progetto invita a riflettere su ciò che conosciamo della biodiversità e su quanto rischia di scomparire senza essere adeguatamente osservato e raccontato.

Un approccio completamente diverso caratterizza “Evaporazioni” di Niccolò Lucchi, progetto iniziato nel 2022. In questo caso l’artista rinuncia a controllare interamente la formazione dell’immagine e affida parte del risultato ai processi naturali. I lavori nascono dall’immersione in acqua mescolata a pigmenti di fogli realizzati con polvere di pietra. Durante l’evaporazione, l’interazione tra i materiali produce forme, tracce e composizioni che non possono essere previste con precisione. Il tempo, l’acqua e la materia diventano così parte integrante della creazione artistica. La natura non è più soltanto un soggetto da fotografare, ma interviene direttamente nella costruzione dell’opera.

Con “W.E.I.R.D – Wilderness Emulation Implicates Rapid Destruction”, progetto avviato nel 2024, Niccolò Rinaldiaffronta invece il rapporto contraddittorio tra l’uomo e gli ambienti naturali. Le sue fotografie mostrano luoghi nei quali la natura viene ricreata artificialmente, sottratta al proprio contesto originario e riprodotta in spazi progettati dall’essere umano. Il risultato mette in evidenza un paradosso: mentre gli ecosistemi autentici vengono progressivamente trasformati o compromessi, cresce il desiderio di ricostruirne versioni artificiali. A Malpensa questo contrasto viene accentuato anche dall’allestimento, con immagini ingrandite fino a raggiungere le dimensioni delle pareti dello spazio espositivo.

Il quarto progetto, “Tre Alberi” di YirongWu, è stato realizzato nel 2026 durante una residenza artistica a Varese, città conosciuta anche come “Città Giardino”. Attraverso tecniche di fotografia in movimento e macrofotografia, l’artista osserva l’albero come un organismo complesso, una struttura vivente che ospita altre forme di vita. Tronchi, rami e superfici diventano elementi di una sorta di architettura naturale, una città nella città, nella quale trovano rifugio piccole specie animali e vegetali. Il lavoro propone uno sguardo ravvicinato su un elemento apparentemente familiare, invitando a riconoscerne la ricchezza biologica e il ruolo negli ecosistemi urbani.

I quattro progetti, pur utilizzando linguaggi differenti, condividono una stessa intenzione: spingere il visitatore a osservare con maggiore attenzione ciò che lo circonda e a interrogarsi sulle conseguenze delle scelte umane sull’ambiente.

La collocazione delle opere all’interno di PhotoSquare aggiunge un ulteriore significato alla mostra. A differenza di un museo o di una galleria, dove il pubblico sceglie consapevolmente di entrare, l’aeroporto è uno spazio attraversato per ragioni molto diverse. C’è chi parte per lavoro, chi rientra da un viaggio, chi accompagna un familiare e chi trascorre ogni giorno nello scalo la propria giornata lavorativa. La fotografia incontra queste persone lungo il loro percorso, offrendo un’esperienza culturale che può nascere anche da una semplice curiosità.

«Malpensa è una porta internazionale sul territorio e crediamo che questa dimensione possa esprimersi anche attraverso la cultura», spiega Davide Pisoni, Operations Manager Malpensa di SEA Milan Airports. «PhotoSquare nasce proprio con l’obiettivo di portare la fotografia contemporanea all’interno dell’esperienza di viaggio, trasformando un luogo di transito in uno spazio di incontro e di scoperta».

La collaborazione con Insight, sottolinea Pisoni, permette di presentare a un pubblico internazionale una realtà culturale profondamente legata al territorio, facendo dell’aeroporto non soltanto un luogo di arrivi e partenze, ma anche uno spazio capace di generare connessioni.

È proprio la possibilità di raggiungere persone che normalmente non frequentano gli spazi espositivi uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa.

«Abbiamo desiderato questa collaborazione con SEA per il valore di portare l’arte in un luogo di transito, dove l’incontro può avvenire anche per caso», racconta Chiara Del Sordo, direttrice e project manager di Insight Foto Festival. «È un’apertura internazionale che per Insight si muove in due direzioni: a Varese accogliamo artisti da tutto il mondo, a Malpensa sono le opere a incontrare persone di culture e sensibilità diverse».

Un’apertura che ha richiesto anche un lavoro specifico sull’allestimento e sulle modalità di presentazione delle opere.

«Con questa collaborazione Insight esce per la prima volta dai confini della città di Varese, incontrando un pubblico nuovo e internazionale», evidenzia Daniela Domestici, direttrice di Insight Foto Festival e presidente di APS Gattabuia. «Per noi è stata una sfida curatoriale stimolante, che ci ha portato a ripensare progetti artistici presenti anche a Varese, adattandoli a uno spazio e a modalità di fruizione completamente diversi. Un’opportunità per esplorare nuove prospettive di lettura delle opere e il ruolo del contesto nella costruzione dei loro significati».

Accanto alla dimensione artistica, la crescita di Insight richiama anche il tema delle risorse necessarie per realizzare e mantenere vive iniziative culturali di questo tipo. È in questo contesto che si inserisce il ricorso al crowdfunding attraverso Ginger, tra i progetti della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. La raccolta fondi partecipativa ha permesso di coinvolgere direttamente cittadini e sostenitori, trasformando il contributo economico in una forma concreta di adesione a un progetto. Non si tratta soltanto di reperire risorse, ma anche di creare una relazione tra chi organizza un’iniziativa e la comunità che sceglie di accompagnarla. Per una manifestazione come Insight, che punta a rendere la fotografia contemporanea accessibile e a favorire il confronto culturale, questo modello di sostegno assume un significato particolare. La partecipazione dei cittadini si affianca al lavoro degli organizzatori, degli artisti e dei partner, contribuendo a costruire le condizioni per la continuità e lo sviluppo del festival.

Il collegamento con la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate evidenzia inoltre il ruolo che una banca di credito cooperativo può svolgere nel sostenere la vitalità culturale del territorio, anche attraverso strumenti che incoraggiano la partecipazione dal basso. Un approccio nel quale la valorizzazione delle comunità locali non passa esclusivamente dalle attività economiche, ma comprende anche le opportunità culturali, educative e sociali.

L’esperienza di Insight racconta dunque due dimensioni complementari: da una parte il radicamento territoriale, con la capacità di coinvolgere realtà e cittadini in un progetto condiviso; dall’altra l’apertura verso nuovi pubblici e nuove collaborazioni, fino all’incontro con il mondo internazionale che attraversa Malpensa.

La mostra al Terminal 1 rende particolarmente evidente questo passaggio. Un’iniziativa nata a Varese, cresciuta attraverso il lavoro di un’associazione e sostenuta anche mediante strumenti di finanziamento partecipativo, trova spazio in un contesto che mette in relazione il territorio con il resto del mondo.

E la scelta del tema ambientale rende ancora più significativo questo incontro. In un luogo simbolo della mobilità globale, le fotografie chiedono di riflettere sulla relazione tra esseri umani, paesaggio e risorse naturali. Un interrogativo che riguarda tanto le comunità locali quanto le persone provenienti da Paesi lontani. A Malpensa, tra partenze e arrivi, la domanda posta da “Habitat” rimarrà aperta fino al prossimo gennaio: quale natura abitiamo e quale mondo vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi?