
L’arte che prende forma, il corpo che si mette in movimento e la bellezza che diventa occasione di incontro, condivisione e benessere. È questo il filo conduttore di “Danza la vita”, la mostra dedicata alle opere in cartapesta di Mario Demela che sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 sarà ospitata nell’antica chiesa di San Giovanni Battista di Buguggiate, nell’ambito dell’ottava edizione di Valbossa IN Rosa, la manifestazione dedicata alla sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno.
L’iniziativa, organizzata dal gruppo Obiettivo Cultura con il supporto di Lorenzo Mortara, amico ed estimatore dell’artista, e in collaborazione con la Comunità Pastorale Maria Madre della Speranza e Il Club delle Donne APS, propone un percorso nel quale l'espressione artistica si intreccia con il tema della cura di sé, valorizzando anche il ruolo dell’arte e del movimento come possibili strumenti di supporto al benessere psicofisico delle pazienti oncologiche.
Protagoniste dell’esposizione saranno le suggestive sculture in cartapesta di Mario Demela (1946-2025), artista di origine sarda che avrebbe compiuto ottant’anni proprio quest’anno. Le sue figure di ballerini e danzatori sembrano sfidare l’immobilità della materia: corpi sospesi in gesti armoniosi, personaggi che paiono muoversi nello spazio, immersi in un universo popolato da elementi naturali e creature misteriose. Le opere, realizzate in gran parte nel 2007, restituiscono una visione poetica dell’esistenza, nella quale la danza diventa metafora della libertà, della vitalità e della capacità di trasformazione.
La mostra rappresenta anche un’occasione per ricordare il percorso umano e artistico di Demela, segnato da un’infanzia difficile e da una costante ricerca di bellezza. Trasferitosi giovanissimo dalla Sardegna a Genova, dopo un primo percorso da autodidatta frequentò l’Accademia Ligustica di Belle Arti, sviluppando nel tempo un linguaggio espressivo capace di spaziare dalla pittura alla scultura, dalla ceramica all’incisione. Nelle sue creazioni convivono realismo, mito, fiaba e riflessione sulla condizione umana. Un mondo immaginifico nel quale l’arte diventa uno strumento per raccontare fragilità, desideri e aspirazioni.
Ma “Danza la vita” non sarà soltanto una mostra da osservare. Sabato 24 ottobre, dalle 19 alle 19.30, i visitatori potranno diventare protagonisti di un’esperienza che porterà il movimento fuori dalle opere e dentro lo spazio espositivo. Il Club delle Donne APS proporrà infatti una performance seguita da un breve laboratorio di danzaterapia condotto da Carlotta Cannata.
Dopo un primo momento dedicato all’osservazione della performance, i partecipanti saranno invitati a sperimentare direttamente il movimento, lasciandosi guidare dalla conduttrice. Non sarà necessario conoscere passi di danza né indossare abbigliamento particolare: l’obiettivo sarà offrire a tutti la possibilità di esprimersi attraverso il corpo, in un clima di libertà, ascolto e condivisione.
Un’esperienza che assume un significato particolare all’interno di Valbossa IN Rosa. La danza e le attività espressive possono infatti rappresentare un prezioso complemento ai percorsi di cura, anche in ambito oncologico, contribuendo a favorire il benessere emotivo, la consapevolezza corporea e la socializzazione. Non si tratta di sostituire le terapie mediche, ma di riconoscere l’importanza di prendersi cura della persona nella sua interezza, dando spazio anche alle emozioni, alle relazioni e alla possibilità di ritrovare fiducia nel proprio corpo.
È una filosofia che si ritrova anche nell’attività del Club delle Donne APS, associazione nata per creare occasioni di incontro, sostegno reciproco e benessere femminile. Attraverso esperienze condivise e attività ricreative, l’associazione promuove l’importanza di dedicare tempo a sé stesse e di coltivare relazioni autentiche, nella convinzione che la cura personale sia un bisogno fondamentale e non un lusso.
L’appuntamento di Buguggiate si inserisce nel ricco calendario dell’ottava edizione di Valbossa IN Rosa, progetto nato nel 2019 in ricordo del sorriso di Cinzia e Ilaria e cresciuto negli anni fino a coinvolgere, nel 2026, ben 39 comuni. La manifestazione, promossa dall’associazione In Valbossa, unisce appuntamenti culturali, sportivi, ricreativi e informativi con un obiettivo comune: diffondere la cultura della prevenzione del tumore al seno e sostenere concretamente le attività di diagnosi e assistenza oncologica.
Un impegno che negli anni ha prodotto risultati significativi. Le prime sette edizioni hanno permesso di raccogliere circa 85mila euro, destinati a centinaia di visite senologiche di base e specialistiche con ecografia, a donazioni per associazioni impegnate nel volontariato oncologico, all’Istituto Besta di Milano e a diversi reparti degli ospedali dell’ASST Sette Laghi, tra cui Radioterapia, Mammografia senologica e Radiologia.
A sostenere la manifestazione sono anche la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate e CCR Insieme ETS, realtà legata alla banca che si occupa della mutua di comunità dei soci e dei programmi di prevenzione oncologica. Una collaborazione che testimonia come la sensibilizzazione e la promozione della salute possano diventare un impegno condiviso tra associazioni, istituzioni e territorio.
Con “Danza la vita”, questo messaggio passa attraverso un linguaggio diverso, quello dell’arte e del corpo, capace di parlare alle emozioni e di coinvolgere direttamente le persone. Le figure danzanti di Mario Demela diventano così il punto di partenza per una riflessione sulla bellezza dell’esistenza, sulla forza delle relazioni e sull’importanza di continuare a coltivare vitalità e speranza anche nei momenti più difficili.
La mostra sarà aperta sabato 24 e domenica 25 ottobre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19, nell’antica chiesa di San Giovanni Battista, in via Armando Diaz 15 a Buguggiate. L’ingresso è libero.
La performance e il laboratorio di danzaterapia di sabato 24 ottobre, dalle 19 alle 19.30, saranno gratuiti, ma per partecipare alla parte pratica sarà necessario prenotarsi scrivendo a obiettivocultura@gmail.com. Al termine dell’esperienza è previsto un aperitivo sul sagrato della chiesa, per proseguire il momento di incontro e condivisione.
Un fine settimana nel quale l’arte diventa occasione per stare insieme e ricordare che la prevenzione passa anche dalla consapevolezza, dall’ascolto di sé e dalla capacità di costruire una comunità attenta al benessere delle persone.