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25/03/2026
I sequestri in Lombardia in mostra nella Sala Veratti appena restaurata dal 27 al 29 marzo con un convegno con i protagonisti delle indagini dell’epoca sabato 28

La sala, che ospita l’esposizione ad ingresso libero, è stata restituita nel suo splendore alla città grazie alla collaborazione tra Comune di Varese, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

La Sala Veratti di Varese, recentemente restaurata e restituita alla città grazie alla collaborazione tra Comune di Varese, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, si prepara ad ospitare una mostra che riporta alla memoria uno dei periodi più drammatici della storia recente del Nord Italia: gli anni dei sequestri di persona. L’iniziativa rappresenta non solo un momento culturale e di riflessione, ma anche il primo grande evento ospitato nello spazio dopo gli interventi di riqualificazione che hanno interessato l’atrio e l’esterno della struttura, restituendo decoro e valorizzando un luogo storico della città.

La mostra organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese, riporta al centro dell’attenzione una pagina spesso dimenticata ma che ha segnato profondamente la società e l’economia lombarda tra gli anni Settanta e Ottanta, quando il timore dei rapimenti era diventato parte della vita quotidiana di molte famiglie, in particolare di imprenditori e professionisti, tanto da spingere molti a mandare i propri figli a vivere e studiare in Svizzera per proteggerli dal rischio di sequestri. Un periodo in cui la Lombardia, oltre ad essere il motore economico del Paese, era diventata anche il terreno di caccia di organizzazioni criminali spietate che utilizzavano i rapimenti come fonte di finanziamento.

La mostra è stata presentata nella sala matrimoni del Comune di Varese alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Varese, di Roberto Leonardi dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese e di Enzo Petrillo, direttore territoriale Area Varese della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

L’esposizione, curata da Massimo Meloni, si sviluppa attraverso 118 tavole che raccolgono articoli storici del Corriere della Sera e raccontano 161 sequestri avvenuti in Lombardia tra il 1962 e il 2004. Il percorso espositivo ricostruisce le vicende umane e giudiziarie di quei fatti, mettendo in luce non solo le operazioni investigative e i risvolti criminali, ma soprattutto il trauma vissuto dalle vittime e l’angoscia delle famiglie, costrette a vivere mesi o anni di attesa tra trattative, richieste di riscatto, speranze e, in alcuni casi, tragiche conclusioni.

L’iniziativa ha anche un forte valore civile e di memoria, come sottolineato dall’assessore alla Cultura del Comune di Varese Enzo Laforgia, che ha evidenziato come il sequestro di persona sia stato «una delle forme di privazione della libertà peggiori» e come questo fenomeno abbia inciso profondamente non solo sulla dimensione privata delle famiglie coinvolte, ma anche su quella economica e sociale del Paese.

L’appuntamento centrale della manifestazione sarà sabato 28 marzo alle ore 16, quando nella Sala Veratti si terrà la conferenza “I sequestri di persona in Lombardia”, moderata dal giornalista di VareseNews Tommaso Guidotti. All’incontro parteciperanno Emanuele Garelli, generale dei Carabinieri che fu protagonista delle operazioni sul campo durante quegli anni, la magistrata Carmen Manfredda, che ha coordinato importanti indagini sui sequestri, e Massimiliano Comparin, autore del libro “Il male accanto”, dedicato al sequestro Riboli. Sarà un momento di testimonianza e approfondimento, con i protagonisti diretti di quella stagione che racconteranno cosa significava indagare e combattere un fenomeno criminale che aveva messo in ginocchio interi territori.

La mostra sarà visitabile da venerdì 27 a domenica 29 marzo, dalle ore 15 alle 18, con ingresso libero, e rappresenta anche simbolicamente l’inaugurazione della Sala Veratti dopo i lavori di manutenzione e restauro realizzati grazie a un esempio concreto di amministrazione condivisa. Fondamentale, in questo percorso, il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha contribuito economicamente all’intervento, confermando il proprio ruolo di banca del territorio e partner delle iniziative che valorizzano la comunità locale. La riqualificazione della sala e l’organizzazione della mostra dimostrano come la collaborazione tra istituzioni, volontariato e realtà economiche locali possa generare progetti concreti a beneficio della città, restituendo spazi culturali e promuovendo momenti di memoria, riflessione e partecipazione civile.

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