Dopo il restauro sostenuto anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate questo bellissimo spazio torna a vivere restituito alla città.

La rinata Sala Veratti, restituita alla città dopo un attento intervento di restauro e manutenzione, torna ad accogliere l’arte contemporanea confermandosi come uno degli spazi più suggestivi del centro storico di Varese.
È in questo contesto rinnovato che si inserisce la mostra “Risvegli” dell’artista Barbara Pietrasanta, promossa dall’Associazione Le Belle Arti e patrocinata da Regione Lombardia, Comune di Varese e Museo della Permanente di Milano. L’esposizione presenta circa ventiquattro dipinti a olio incentrati sul tema del risveglio, inteso come momento sospeso tra la dimensione onirica della notte e il ritorno alla realtà del giorno.
Le opere saranno esposte nella sala Veratti, dopo il recupero e il resturo, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha sostenuto economicamente il progetto, ribadendo il proprio ruolo di banca del territorio e partner attivo nella valorizzazione culturale della comunità locale.
Le opere conducono il visitatore in una dimensione intima e sospesa: figure femminili, avvolte in lenzuola e adagiate su superfici monocrome, vengono colte nell’attimo fugace del passaggio dalla veglia al sogno. Accanto a loro, una tazzina di caffè diventa presenza simbolica e quotidiana insieme, elemento che accompagna il ritorno alla realtà. I toni cromatici, delicati e mai accesi, contribuiscono a creare atmosfere raccolte, capaci di instaurare un dialogo emotivo diretto con lo spettatore.
L’allestimento valorizza il dialogo tra contemporaneo e storico: le tele di Pietrasanta, disposte lungo i pannelli perimetrali, si confrontano con gli affreschi della sala, generando un effetto scenico avvolgente che amplifica la percezione dello spazio e la profondità delle opere.
Il ciclo dei “Risvegli”, sviluppato a partire dai primi anni Dieci, si intreccia con lavori dedicati ad altri temi affrontati recentemente dall’artista, come l’acqua, i naufragi e il cambiamento climatico. Tematiche legate ai grandi eventi del nostro tempo – dalla pandemia al surriscaldamento globale, fino ai conflitti – che vengono rielaborate attraverso una ricerca attenta agli aspetti introspettivi ed emotivi.
A offrire una chiave di lettura è la storica dell’arte Francesca Pensa, che sottolinea come le opere raccontino il passaggio dal mondo dei desideri alla concretezza del reale, trasformando un momento quotidiano in una riflessione universale sul rapporto con il futuro. Le protagoniste, donne e giovani ragazze, aggiungono una dimensione autobiografica che si apre però a una lettura collettiva.
Orari: giovedì e venerdì 15.00 - 18.30; sabato e domenica 10.30 - 18.30.
Data di fine mostra: 26 aprile 2026.