News
07/05/2026
Alla Sala Veratti la storia del Rugby Varese: una mostra per i 50 anni del club dall’8 al 31 maggio

Dopo il restauro sostenuto anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate questo bellissimo spazio torna a vivere restituito alla città.

La storia di uno sport, ma soprattutto di una comunità, torna a vivere attraverso le immagini nella Sala Veratti di Varese, restituita alla città dopo il recente restauro sostenuto anche dalla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate. Proprio qui, da sabato 9 maggio a domenica 31 maggio 2026, sarà allestita la mostra fotografica “50 anni di Rugby Varese”, un percorso espositivo dedicato al mezzo secolo di storia dell’ASD Rugby Varese, realtà che dal 1976 rappresenta uno dei punti di riferimento sportivi e sociali del territorio varesino.

L’inaugurazione è in programma venerdì 8 maggio alle 18.30. La mostra sarà poi visitabile il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. Curata da Gabriele Porretti, giovane giocatore cresciuto nel club, l’esposizione raccoglie gli scatti di Marco Bascialla, Paolo Carbone, Elisa Carcano, Ambrogio Castiglioni, Mario Pellegrini, Luca Pisciotta, Enrico Rossi e di tutti coloro che negli anni hanno contribuito a custodire la memoria fotografica della società.

Le fotografie raccontano cinquant’anni di sport, amicizia, sacrificio e appartenenza. Un viaggio costruito attraverso 26 pannelli fotografici in bianco e nero, sette pannelli dedicati ai valori fondanti del rugby – cultura, agonismo, rispetto, senso di appartenenza, divertimento, umiltà e sostegno – e uno spazio riservato ai capitani della prima squadra. A completare l’allestimento anche cimeli storici, maglie, palloni, cravatte e oggetti simbolici che rappresentano il vissuto del club e di intere generazioni di atleti.

«È una mostra per ricordare 50 anni di una società storica di Varese, una società importante che ha fatto tanto e che ancora tanto sta facendo per il territorio – spiegano gli organizzatori –. Le fotografie nel rugby rappresentano qualcosa di particolare: sono momenti iconici, momenti importanti della vita di un club. E questo è un club che si basa tanto sulla propria storia e sulle proprie radici, per cui invitiamo tutti ad andare a vederla. Le foto sono molto belle e ricordano davvero 50 anni di storia importante in città».

Un legame profondo con il passato che emerge anche dalle parole del presidente Giovanni Barbieri: «Proprio in questo mese festeggiamo i nostri primi 50 anni di vita. I festeggiamenti sono iniziati già prima di Natale, ma questa data è particolarmente significativa: il Rugby Varese è nato esattamente il 7 maggio di cinquant’anni fa». Una nascita che affonda le sue radici in un episodio rimasto nella memoria del club: «La Gazzetta dello Sport annunciò una proiezione, all’oratorio di Giubiano, della partita tra All Blacks e Barbarians. L’iniziativa serviva a coinvolgere chi fosse interessato a questo sport e proprio in quell’occasione si incontrarono diversi ragazzi. Dopo appena dieci giorni si svolse il primo allenamento, guidato da uno dei fondatori, Angelo Bonalumi, ancora oggi presente nel Rugby Varese».

La scelta del bianco e nero per l’esposizione non è casuale. «Riteniamo che riesca a esprimere al meglio lo spirito del rugby, esaltando i contrasti, le gesta, ma anche la sofferenza e l’orgoglio», aggiunge Barbieri.

Tra gli aspetti più significativi dell’iniziativa c’è anche il passaggio generazionale. A raccontarlo è proprio il curatore della mostra, Gabriele Porretti: «Ho 21 anni e gioco nel Rugby Varese da quando ero bambino. Lavorando a questa mostra ho avuto modo di conoscere più a fondo la storia del club, il suo passato, le figure che lo hanno costruito nel tempo. Questa esperienza mi ha fatto capire quanto, nonostante il passare degli anni, il rugby mantenga sempre gli stessi valori. È un ambiente che resta una famiglia, e questo è qualcosa che nel Rugby Varese si percepisce da sempre».

Un concetto sottolineato anche dall’assessore allo Sport del Comune di Varese ed ex presidente del club, Stefano Malerba: «Nel rugby c’è sempre questo elemento: il ricordare, il guardare indietro. Non a caso la palla si passa all’indietro per poter avanzare. È una metafora molto vera di questo sport, ma rappresenta bene anche il senso di questa mostra». E ancora: «Guardare indietro significa ricordare chi ha iniziato, chi ha costruito il Rugby Varese, quando si giocava in condizioni molto diverse da oggi. Penso al campo di San Fermo, in Valle Olona, dove c’era un dislivello importante: è lì che tutto è cominciato. Il rugby è uno sport fatto di storia, di aneddoti, di memoria e di ricordi. Per questo credo che questa iniziativa sia particolarmente importante: permette di valorizzare una società sportiva che ha dato molto al territorio e continua a farlo».

Oggi il Rugby Varese conta circa 300 tesserati, dai bambini di 4-5 anni fino agli adulti della prima squadra. «Copriamo tutte le categorie dall’under 6 fino all’under 18 per arrivare alla prima squadra – spiega Barbieri –. I giocatori di serie C e serie B sono tutti della provincia di Varese». Negli ultimi anni il club ha investito anche sulle strutture del campo di Giubiano, con la realizzazione della clubhouse e della tribuna coperta grazie al bando Sport e Periferie, mentre la società guarda già al futuro pensando alla riqualificazione dell’area del Vivirolo per trasformarla in un vero centro di allenamento.

Durante l’inaugurazione sarà inoltre possibile acquistare uno speciale annullo filatelico realizzato in collaborazione con Poste Italiane per commemorare i primi 50 anni del Rugby Varese. Un ulteriore simbolo di una ricorrenza che non rappresenta soltanto il racconto di un passato glorioso, ma anche la conferma dell’identità di una società che, in mezzo secolo, ha saputo costruire una vera comunità fondata su valori condivisi, pronta a guardare ancora avanti, in attesa della tradizionale festa al campo di Giubiano in programma dall’11 al 13 giugno.