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01/09/2026
La musica entra in fabbrica: alla Goglio di Daverio un viaggio da Strauss a Joplin sabato 5 settembre
Concerto per pianoforte a quattro mani con Elvira Foti e Roberto Metro per Musica nelle Residenze storiche, festival sostenuto anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

Un concerto in una delle fabbriche storiche del Varesotto, dove per una sera al suono delle attività produttive si sostituisce quello del pianoforte. Sabato 5 settembre, alle 21, Goglio Spa di Daverio apre i propri spazi alla musica ospitando «Bene, bravi, bis!», nuovo appuntamento di Musica nelle Residenze Storiche, festival sostenuto anche dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Protagonisti saranno Elvira Foti e Roberto Metro, impegnati al pianoforte a quattro mani in un programma che attraversa epoche, generi e continenti, con musiche di Strauss, Offenbach, Bizet, Joplin, de Abreu, Shostakovich, Rossini e Monti.

La scelta della sede rappresenta uno degli elementi più particolari della serata. Fondata nel 1850, Goglio è una delle realtà industriali più longeve del territorio e un pezzo della storia produttiva del Varesotto. Da impresa nata a metà Ottocento si è trasformata nel corso delle generazioni in un gruppo internazionale specializzato nel packaging, con stabilimenti e attività in Europa, Asia e America. Oggi, sotto la guida di Franco Goglio, continua a investire nell'innovazione tecnologica e nella sostenibilità ambientale, anche attraverso soluzioni destinate a migliorare l'efficienza energetica e a ridurre le emissioni.

Per una sera, però, saranno la cultura e la musica a diventare protagoniste di questo luogo di lavoro. È un incontro che amplia idealmente il significato stesso di Musica nelle Residenze Storiche: il patrimonio di un territorio non è costituito solamente da ville, palazzi e monumenti, ma anche dai luoghi della produzione che hanno attraversato le generazioni, creato occupazione e contribuito alla crescita economica e sociale delle comunità. La fabbrica diventa così spazio da vivere e da riscoprire attraverso un linguaggio completamente differente da quello della quotidianità produttiva.

Il programma scelto per «Bene, bravi, bis!» si presta particolarmente a una serata dal carattere brillante. Elvira Foti e Roberto Metro condivideranno la stessa tastiera nella formula del pianoforte a quattro mani, una modalità esecutiva che richiede grande affiatamento tra gli interpreti e che permette di ampliare notevolmente le possibilità sonore dello strumento. Due pianisti e venti dita possono restituire una ricchezza ritmica e armonica capace, in alcuni passaggi, di richiamare la varietà di un'intera orchestra.

Il viaggio musicale attraverserà mondi molto differenti. Ci saranno la brillantezza di Johann Strauss, l'ironia e la vivacità teatrale di Jacques Offenbach, la forza melodica di Georges Bizet e l'inconfondibile energia operistica di Gioachino Rossini. Il Novecento porterà invece il pubblico verso territori ancora più lontani, passando per la scrittura di Dmitrij Shostakovich e arrivando al ritmo sincopato del ragtime di Scott Joplin.

Il programma guarda anche alle atmosfere dell'America Latina con Zequinha de Abreu, compositore brasiliano diventato celebre per pagine caratterizzate da una straordinaria vivacità ritmica, mentre il nome di Vittorio Monti richiama un virtuosismo immediato e spettacolare. Ne nasce un repertorio volutamente vario, costruito per sorprendere e coinvolgere il pubblico, alternando melodie conosciute, ritmi trascinanti e momenti nei quali saranno soprattutto la tecnica e la complicità dei due pianisti a catturare l'attenzione.

Anche il titolo, «Bene, bravi, bis!», racconta l'impostazione della serata: un concerto che non rinuncia alla qualità della proposta musicale, ma sceglie una dimensione capace di comunicare direttamente con il pubblico. Il pianoforte a quattro mani diventa così lo strumento ideale per attraversare con agilità repertori diversi e mostrare quanto la musica possa superare confini geografici e temporali.

L'appuntamento di Daverio sottolinea inoltre uno dei principi che accompagnano la rassegna: utilizzare la musica come occasione per conoscere in maniera differente i luoghi del territorio. In questo caso a essere valorizzata è una testimonianza della sua storia industriale, ricordando come anche le imprese possano custodire memoria, identità e cultura.

In questa prospettiva si inserisce il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che affianca Musica nelle Residenze Storiche nel creare occasioni di incontro tra cultura e comunità. Una banca del territorio che, sostenendo la manifestazione, contribuisce a portare la musica fuori dagli spazi tradizionali e dentro luoghi capaci di raccontare differenti aspetti della storia locale.