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17/09/2026
Bcc al fianco della scuola contro la violenza di genere: il 23 settembre presentazione del Protocollo a Varese alla presenza dei vertici della banca
All’Università dell’Insubria il confronto sulle procedure per riconoscere e gestire i casi. Presenti il presidente Roberto Scazzosi e il direttore generale Roberto Solbiati

Dare alle scuole strumenti concreti e condivisi per riconoscere i segnali di violenza di genere, sapere come intervenire e costruire una rete capace di proteggere e accompagnare chi si trova in una situazione di difficoltà. Ma anche lavorare sulla prevenzione, partendo proprio dai più giovani e promuovendo una cultura fondata sul rispetto, sulla parità e sulla responsabilità. Sono gli obiettivi del “Protocollo operativo per la gestione dei casi di violenza di genere nella scuola”, che sarà presentato mercoledì 23 settembre 2026, dalle 10 alle 12.30, nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria, in via Ravasi 2 a Varese.

Un momento di confronto che vedrà riuniti rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario e della scuola e al quale prenderanno parte anche i vertici della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Tra gli interventi istituzionali sono infatti previsti quelli del presidente Roberto Scazzosi e del direttore generale Roberto Solbiati, a testimonianza della partecipazione della banca del territorio a un percorso che mette al centro prevenzione, educazione e costruzione di una comunità maggiormente consapevole di fronte alla violenza di genere.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Ufficio Territoriale del Governo di Varese, Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, Università degli Studi dell’Insubria e LIUC – Università Cattaneo e vuole mettere a disposizione del mondo scolastico un riferimento operativo per affrontare situazioni particolarmente delicate, nelle quali è fondamentale sapere riconoscere i segnali di rischio e attivare tempestivamente i soggetti competenti.

Il Protocollo è rivolto in particolare a dirigenti scolastici, docenti e personale educativo, chiamati spesso a intercettare situazioni di disagio e a confrontarsi con problematiche che richiedono competenze specifiche. L’obiettivo è definire indicazioni e procedure condivise, rafforzando contemporaneamente il raccordo tra scuola, famiglie, servizi territoriali e istituzioni. Non soltanto, quindi, uno strumento da utilizzare quando una situazione di violenza emerge, ma un tassello di una più ampia strategia di prevenzione.

La mattinata del 23 settembre sarà aperta dai saluti istituzionali del dottor Salvatore Rosario Pasquariello, dell’Ufficio Territoriale del Governo di Varese; del dottor Giuseppe Carcano, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese; della professoressa Paola Biavaschi, Delegata per l’Uguaglianza di genere e le Pari opportunità dell’Università degli Studi dell’Insubria; e della professoressa Eliana Alessandra Minelli, Delegata del Rettore a Next Generation and Inclusione della LIUC – Università Cattaneo.

Accanto a loro interverranno Roberto Solbiati, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, e Roberto Scazzosi, presidente della banca. Una presenza congiunta che porta all’interno dell’appuntamento anche il mondo del credito cooperativo e il suo rapporto con le comunità locali, in un confronto che supera i confini strettamente scolastici per coinvolgere realtà differenti del territorio attorno a un problema che richiede responsabilità condivise.

Un ruolo centrale sarà affidato proprio ai ragazzi, non considerati soltanto destinatari delle attività di sensibilizzazione, ma protagonisti del percorso di prevenzione. Nel corso dell’incontro gli studenti dell’ITC Einaudi di Varesepresenteranno infatti un progetto dedicato a questo tema, accompagnati dalle professoresse Maria Rosaria Maggio e Angela Carbone. Il loro contributo permetterà di portare nell’Aula Magna dell’Insubria il punto di vista degli studenti e l’esperienza maturata direttamente all’interno della comunità scolastica.

Seguirà la presentazione vera e propria del “Protocollo operativo per la gestione dei casi di violenza di genere nella scuola”, affidata alla dottoressa Silvia Nanni e alla professoressa Lelia Mazzotta Natale. Saranno illustrate le indicazioni pensate per aiutare il personale scolastico a riconoscere e affrontare le situazioni di violenza, individuando procedure e modalità di collaborazione con gli altri soggetti chiamati a intervenire.

A chiudere la mattinata sarà ancora una volta la voce delle scuole, attraverso l’esperienza della Rete provinciale “Questo non è amore”. Gli studenti del Liceo Frattini di Varese, in rappresentanza degli istituti aderenti alla Rete, porteranno il loro contributo insieme alle professoresse Alessandra Frattini, Mariagiovanna Micali e Silvia Bottazzini.

Il confronto del 23 settembre punta così a costruire un linguaggio comune e soprattutto una modalità condivisa di intervento. La scuola rappresenta infatti uno dei luoghi nei quali è possibile non soltanto intercettare precocemente situazioni problematiche, ma soprattutto intervenire sul piano culturale ed educativo, aiutando le nuove generazioni a riconoscere comportamenti, stereotipi e dinamiche che possono alimentare discriminazione e violenza.

In questo quadro si inserisce anche la partecipazione della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, rappresentata ai massimi livelli dal presidente Scazzosi e dal direttore generale Solbiati. La loro presenza accanto alle istituzioni e ai rappresentanti del mondo scolastico e universitario contribuisce ad allargare il perimetro della rete territoriale chiamata a confrontarsi sul tema: la prevenzione della violenza di genere non riguarda infatti un singolo soggetto, ma passa dalla capacità di scuola, istituzioni, università e realtà della comunità di operare in maniera coordinata.

La presentazione del Protocollo vuole essere quindi non un punto di arrivo, ma uno strumento da mettere nelle mani di chi ogni giorno vive la scuola. Un riferimento operativo per sapere come comportarsi quando emerge un caso di violenza e, contemporaneamente, un'occasione per ribadire che il primo terreno sul quale contrastare la violenza di genere resta quello della prevenzione, dell’educazione al rispetto e della costruzione di relazioni fondate sulla parità.

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