
Camminare insieme, nel verde, per ricordare che prendersi cura di sé non significa soltanto sottoporsi a controlli e terapie, ma anche muoversi, incontrare altre persone, ritrovare spazi di serenità e, soprattutto quando si attraversa la malattia, provare a riconquistare un equilibrio tra corpo e mente. È stato questo il filo conduttore di “Benessere in movimento”, la giornata organizzata dalla delegazione LILT di Legnano al Parco Alto Milanese, dove la camminata della mattina è diventata anche l'occasione per raccontare Spazio Parentesi e le attività rivolte ai pazienti oncologici, agli ex pazienti, ai loro familiari e, più in generale, alle persone che stanno loro accanto.
Una mattinata cominciata, significativamente, con il movimento. Il gruppo si è ritrovato al Parco Alto Milanese per percorrerne insieme i sentieri, accompagnato anche dal Nordic Walking, una delle attività che LILT propone all'interno di Spazio Parentesi. Natura, attività fisica e socialità si sono così intrecciate fin dall'inizio, prima di lasciare spazio alle testimonianze di chi rende possibile il progetto e di chi, durante l'anno, ne anima concretamente le diverse proposte.
La giornata ha permesso di mettere insieme associazionismo, realtà economiche e presìdi del territorio. Tra i sostenitori dell'iniziativa c'è la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, rappresentata durante l'incontro da Danila Battaglia, membro del consiglio di amministrazione della banca, che ha spiegato il legame tra la natura cooperativa della banca e il sostegno alle iniziative locali.
«Grazie per averci invitato a partecipare. Per noi è sempre un piacere e un onore poter collaborare. La nostra banca è una banca di credito cooperativo ed è un'entità territoriale. Vuol dire che una parte del nostro capitale sociale è sostenuta dai soci. Non c'è un possessore del capitale, ma ogni socio ha una piccola quota e alla fine dell'anno una buona parte del nostro utile viene devoluta sul territorio per sostenere iniziative come queste, socioculturali e sportive. È quindi bellissimo vedere e poter apprezzare le realtà del luogo, perché non significa soltanto partecipare in modo istituzionale, ma dare vita e sostenere associazioni, vedere cose che altrimenti non vedremmo e soprattutto perseguire fini che sono utili e comuni a tutti. Perché i problemi di salute, la voglia di camminare, la voglia di stare insieme sono proprio un trait d'union che riguarda tutti. Noi ci siamo».
Battaglia ha poi abbandonato per un momento il ruolo istituzionale per raccontare il proprio rapporto personale con il Parco Alto Milanese.
«Il parco è il mio preferito. Noi veniamo qua un'oretta a camminare. È la mia ora d'aria. Io dico: i carcerati fanno l'ora al giorno, io ne ho una alla settimana in questo parco e mi dico che è una meraviglia. Con tutti i colori delle stagioni, è un parco pulito, quindi complimenti. L'abbiamo riscoperto, ma è una realtà che abbiamo nel nostro territorio. Ce ne sono altre, però a me piace questo, che è un po' più selvaggio».
Il cuore della mattinata è stato quindi Spazio Parentesi, un progetto innovativo dedicato a pazienti oncologici, ex pazienti e ai loro familiari. “Spazio Parentesi” è un luogo dove “mettere tra parentesi” la malattia, offrendo percorsi rigenerativi e attività pensate per il benessere dell’anima e del corpo. A raccontarne la filosofia e la storia è stata Silvana Gatti, delegata fiduciaria, LILT Legnano, assieme alle insegnanti e ai volontari della Lilt. Un progetto che si regge, in fatti, sulla presenza dei volontari.
“Spazio Parentesi” offre una serie di attività pensate per rispondere alle diverse esigenze dei pazienti oncologici e dei loro familiari, con un programma destinato ad ampliarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Gli appuntamenti si svolgono sia negli spazi della Famiglia Legnanese sia negli ospedali di Legnano e Cuggiono. Tra le proposte c’è il Circolo dei Lettori, condotto da Anna D’Averio, che ha dedicato quarant’anni della sua vita alla LILT come capo delegazione di Legnano: un momento di incontro nel quale condividere la passione per i libri e trovare nelle storie uno spazio di confronto e conforto. Alla creatività e al rilassamento è dedicata invece la Tangle Art, attività di mindfulness condotta da Susanna Redaelli, docente di Tangle Art nello Spazio Parentesi di Milano, pittrice e decoratrice d’interni, certificata dal 2014 nel Metodo Zentangle®. Al movimento è affidato il Nordic Walking oncologico, attività fisica all’aria aperta adatta a differenti livelli di preparazione e guidata da Adriana Sabetta, istruttrice presso AICS Nordic Walking Italia con una specializzazione nel supporto ai pazienti oncologici. Negli ospedali entrano invece altre due attività: a Cuggiono vengono proposte le “Coccole estetiche”, trattamenti dedicati alla bellezza e al benessere per riscoprire il piacere di prendersi cura di sé, condotti da Simonetta Marchetti, estetista da oltre trent’anni, da dodici docente presso E-C-Fo.P. a Milano ed estetista certificata OTI; all’ospedale di Legnano trova spazio invece l’uncinetto, attività manuale, creativa e rilassante condotta da Cinzia Dessì, volontaria della delegazione LILT di Legnano che ha messo la propria passione per l’uncinetto a disposizione delle persone che partecipano al progetto.
Le attività sono diverse proprio perché diversi sono i modi nei quali una persona può ritrovare un proprio spazio di benessere: attraverso il movimento, la creatività, la lettura, il lavoro manuale o semplicemente la possibilità di trascorrere del tempo con gli altri.
Martina Busi, responsabile di Spazio Parentesi a Milano, presente alla camminata, ha voluto soffermarsi proprio su questo aspetto, ringraziando in particolare chi porta avanti l'esperienza legnanese. «Ci sono tanti volontari, è vero. Io conosco LILT da molti anni, conosco tanti volontari e senza i volontari LILT non sarebbe quello che è, assolutamente. Sono oltre 600 volontari attivi sul territorio di Milano, quindi veramente una presenza enorme. Silvana ci mette veramente molto impegno rispetto a quello che è stato avviato e quindi mi sento di ringraziarla».
Martina Busi, psicologa responsabile di Spazio Parentesi a Milano, che ha esordito proprio partendo dal luogo nel quale si era appena conclusa la camminata. «Per me vedere tutto questo verde è già veramente terapeutico. Non conoscevo questo parco ed è stata veramente una bellezza. Io ho portato anche il mio cane ed è stata un'esperienza anche per lui, perché è quello che stiamo dicendo in tutti i modi: camminare, muoversi è importante, ma è importante anche avere un ambiente sano, cosa che è sempre più difficile. Quindi poterlo fare in un contesto come questo è davvero molto bello». Spazio Parentesi nasce da un'esperienza iniziata diversi anni fa all'interno dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. All'inizio c'era semplicemente una stanza e l'intuizione che anche il tempo dell'attesa, per un paziente oncologico, potesse diventare qualcosa di diverso. «Sono responsabile di Spazio Parentesi Milano, che è uno spazio che nasce in realtà come laboratorio artistico all'interno dell'Istituto Nazionale dei Tumori qualche decennio fa, in una stanzetta buia al piano meno uno, dove qualcuno ha pensato che per i pazienti che erano in attesa delle terapie potesse essere utile impiegare il tempo e distrarre la mente in modo tale da allontanarsi dall'ansia, dalla malattia e dalle terapie. E quindi hanno iniziato a fare questi laboratori artistici, poi in seguito yoga, e questo progetto è andato avanti all'interno dell'Istituto. Finché nel 2022, in piena pandemia, abbiamo avuto l'opportunità di presentare questo progetto in un ambiente molto più grande all'esterno dell'Istituto».
Uscire dall'ospedale ha significato anche allargare lo sguardo, mettendo al centro non soltanto il periodo delle cure ma ciò che viene prima e, soprattutto, ciò che viene dopo.
«Perché all'esterno? Perché la sana alimentazione, il movimento, la meditazione, l'equilibrio corpo-mente non sono importanti solo durante la terapia. Lo sono prima e lo sono anche, soprattutto, dopo, perché il dopo è un momento veramente importante per tornare alla vita, per trovare un nuovo equilibrio, una nuova normalità. Ovviamente ci si scopre diversi nel corpo e nella mente. E questo spazio serve per questo». L'esperienza milanese nel tempo è cresciuta, fino a coinvolgere anche i ragazzi seguiti dalla pediatria dell'Istituto Nazionale dei Tumori. «Dall'anno scorso ci siamo trasferiti nei vecchi uffici della LILT, quindi è uno spazio dove riusciamo ad avere anche una palestra. E da quest'anno, tra l'altro, ospitiamo il mercoledì pomeriggio anche i ragazzi della pediatria dell'Istituto Nazionale dei Tumori, che vengono con le scienziate motorie a fare attività. Sono ragazzi con tumori che possono avere un impatto molto importante sul dopo e quindi l'attività fisica diventa veramente importante. Nel progetto di Spazio Parentesi ci è sembrata proprio una bella opportunità e abbiamo messo in campo anche questa nuova attività». Ma la caratteristica centrale del progetto è forse un'altra: considerare la malattia non come un'esperienza che riguarda esclusivamente il paziente. «Per la maggior parte sono pazienti adulti, ma non solo pazienti: anche ex pazienti e anche i loro familiari, perché, come sappiamo, la malattia oncologica non riguarda solo la persona che sta vivendo in prima persona l'esperienza della malattia, riguarda la famiglia. E la famiglia possono essere anche gli amici, perché anche gli amici possono vivere queste esperienze in un'altra forma. Quindi parenti, amici e tutto il mondo che sta intorno al paziente. Abbiamo tantissime attività che vanno dallo yoga al tai chi, alla meditazione, alla cultura».
Tra le proposte per i pazienti oncologici a Legnano c’è il Nordic Walking, che durante “Benessere in movimento” non è stato soltanto raccontato, ma praticato. A guidare la camminata è stata Adriana, istruttrice che ha scelto di specializzarsi proprio nell'attività rivolta ai pazienti oncologici. «Io pratico Nordic Walking da una decina d'anni e sono diventata istruttrice. Poi tre anni fa sono andata a Roma perché un oncologo, che è anche istruttore di Nordic Walking, ha iniziato ad avvicinare il Nordic Walking ai pazienti oncologici. Quindi ho partecipato a questo corso e mi sono specializzata, perché chiaramente per avvicinare il paziente oncologico bisogna conoscere anche un attimino la patologia e le terapie. Il Nordic Walking è uno sport che attiva più o meno il 90 per cento di tutti i muscoli del corpo, quindi è uno sport di movimento, è uno sport di aggregazione per il gruppo, è uno sport che si pratica all'aria aperta e fa bene sia al fisico sia alla mente. Aiuta veramente a liberare la mente». Un beneficio che Adriana racconta di vedere direttamente nelle persone che partecipano alle uscite. «Tutti mi dicono che proprio a livello psicologico, alla fine, si sentono rilassati. Staccano un po' la mente. Noi abbiamo iniziato con le pazienti oncologiche, poi abbiamo iniziato con qualche volontario, qualche familiare. Noi siamo lì ed è aperto a tutti. D'inverno lo facciamo verso le 9.30-10, d'estate si anticipa per il caldo. Quest'estate siamo andate a camminare tutta l'estate: bisogna andare a camminare».
Ad accogliere i partecipanti al termine della camminata, sono stati anche i responsabili del Parco Alto Milanese, che hanno ricordato come vivere il parco significhi contribuire alla sua stessa tutela. «Grazie di aver partecipato. Grazie a LILT che organizza queste iniziative che sono preziosissime. Per noi il parco è un luogo del cuore, quindi ci piace che venga vissuto, che venga vissuto così: camminando, ascoltandolo, assaporandolo. Una giornata così per noi è veramente un orgoglio e siamo orgogliosi di avervi ospitato. Spero che ce ne siano anche altre. Spero che il parco vi sia piaciuto. Durante il ritorno fermatevi lungo i sentieri: ci sono anche dei totem che spiegano alcune situazioni ambientali, quindi prendetevi del tempo, perché così si capiscono molto meglio tante cose». Un parco che non vuole essere soltanto attraversato, ma frequentato e vissuto. È la stessa filosofia con cui vengono messi a disposizione gli spazi della sede per associazioni, gruppi e iniziative del territorio. «Siamo alla sede del Parco, abbiamo gli uffici e queste sono due sale polivalenti che affittiamo a gruppi e associazioni. Sono spazi che facciamo utilizzare perché comunque lo scopo del Parco è farlo vivere. Se non si vivono questi spazi rischiano di diventare marginali e poi cresce molto il disagio. Quindi più viene vissuto, più per noi è una garanzia che il Parco rimanga vivo e frequentato in sicurezza. Questo è il nostro obiettivo. Stiamo facendo poi delle riqualificazioni, sistemando dei boschi, perché non tutti i boschi sono nostri: alcuni sono privati e quelli privati sono un po' abbandonati. Stiamo lavorando. Il nostro compito è quello di mantenerlo il più pulito e il più accogliente possibile, quindi oggi vi ringraziamo».
Se il Nordic Walking mette in movimento il corpo, il Circolo dei lettori prova a farlo attraverso le parole e l'immaginazione. A raccontarlo è stata Anna Daverio, che ha spiegato che cosa accade quando un gruppo di persone si incontra attorno a un libro. «Il gruppo dei lettori è nato la stagione scorsa. Abbiamo avuto proprio un inizio magari un po' faticoso, però il percorso è andato poi bene. E che cosa vuol dire partecipare a questo gruppo? Siamo abituati a fare ginnastica, adesso abbiamo camminato, siamo concentrati quando facciamo attività. La lettura è la cinematografia della nostra mente e mi sono accorta, proprio attraverso questi gruppi, di quanto davvero sia efficace leggere insieme, perché le persone lasciano proprio a casa tutte le loro difficoltà e vivono la vita che stanno leggendo. Ed è davvero molto, molto bello. Non abbiamo un gruppo numerosissimo e spero che quest'anno, con l'inizio di questa stagione, sia più numeroso». A dimostrare quanto possa diventare importante un appuntamento apparentemente semplice è il racconto di una delle partecipanti.
«C'è una persona che, quando arriva, mi racconta tutte le cose che deve fare, la sua realtà, e lei mi dice sempre: “Io sto il martedì e comincio il mercoledì ad aspettare il martedì”, perché c'è questo momento davvero molto bello che è la partecipazione alla lettura e la partecipazione anche al gruppo. Questa è una cosa che ha molto aiutato anche me. Ho fatto tantissimi anni in LILT e sono stata molto contenta di avere incontrato Silvana, che ha preso in mano le cose e ha dato uno spirito diverso. È davvero sempre un bellissimo gruppo».
Il Circolo vuole essere soprattutto un punto d'incontro, nel quale la letteratura diventa uno strumento per confrontare ciò che si trova sulla pagina con ciò che ciascuno porta con sé. «Il Circolo dei lettori è un punto di incontro per persone che amano la lettura, che vogliono conoscere scrittori, storie di vita vera o di invenzione che possano aiutare ad entrare nella propria realtà con spirito critico e consapevole. Vengono presentate pagine di scrittori classici e moderni, segnalati titoli da conoscere. Insomma, è un modo per incrociare la propria realtà con quella di chi affronta con la penna situazioni divertenti, paurose o accattivanti. È fantasia, è storia, è stare insieme con piacere».
Accanto ai libri ci sono poi attività nelle quali sono le mani a creare l'occasione per stare insieme. È il caso di “Quattro chiacchiere all'uncinetto”, condotto da Cinzia Ressi con il supporto dei volontari. «È bellissimo perché ci sono delle donne che davvero si danno da fare, si impegnano. Infatti quei lavori che vedete nel cestino sono proprio fatti da queste donne. Cinzia Ressi è una volontaria, è la persona che conduce il gruppo e Ornella, che è una nostra volontaria, è con Cinzia. Soprattutto parliamo anche delle terapie che stanno affrontando, però ne parliamo in una maniera molto leggera. Magari ci concediamo anche uno sfogo, ci concediamo delle confessioni un po' intime, come le difficoltà che affrontano».
Tra le proposte di Spazio Parentesi a Legnano c'è poi l'arte grafica meditativa, condotta da Susanna Radaelli. Durante la presentazione è stato letto il testo con cui la stessa Radaelli descrive il metodo e il proprio incontro con questa pratica. «Il mio percorso artistico nell'ambito di laboratori esperienziali e la mia curiosità mi hanno portato a scoprire e ad approfondire questo metodo che si ispira allo scarabocchio, ma si differenzia concettualmente da esso per l'intenzionalità del gesto. È un metodo che, nella sua essenzialità, poiché si basa principalmente sulla ripetizione di pochi tratti grafici, ha enormi potenzialità espressive: poche regole, materiali semplici, attenzione per il processo e non per il prodotto. Il risultato, non determinato in partenza, è sempre e comunque una bellissima immagine astratta, unica e che sorprende ogni volta. Non è necessario saper disegnare, è alla portata di tutti, senza limiti di età. Praticando l'arte meditativa si potenziano la creatività, l'autostima, la concentrazione e contemporaneamente ci si rilassa, riducendo stress e ansie. Un altro aspetto curioso del metodo è che è possibile coniugarlo con altre tecniche grafico-pittoriche e suggerisce interessanti sperimentazioni anche a chi ha già pregresse conoscenze nel campo dell'arte. Vi aspetto».
Ci sono poi le “coccole estetiche”, altri momenti pensati espressamente per il benessere e la cura di sé. Esperienze molto differenti tra loro, dunque, che condividono però un principio: creare occasioni nelle quali la persona possa non essere identificata esclusivamente con la propria malattia.
Ed è proprio sul tema della cura della persona che si inserisce anche il contributo delle farmacie del territorio specializzate nell'assistenza al paziente oncologico. Durante la mattinata la dottoressa Lorella Arpino di Farmacia Legnano ha spiegato concretamente che cosa significhi e quale supporto possa offrire una farmacia oncologica a chi sta affrontando le terapie. «Cos'è la farmacia oncologica? È una specializzazione che abbiamo acquisito. Voi avete già le vostre terapie, siete seguiti dai medici, però spesso avete bisogno magari di indicazioni anche dal punto di vista cosmetico, di sapere come prendersi cura della pelle prima, durante e dopo le terapie. Dopo le terapie può servire un aiuto anche dal punto di vista nutrizionale. Per esempio, l'iniziativa che è stata fatta oggi, suggerire il movimento, è una cosa importante, perché stile di vita e movimento hanno un valore terapeutico: servono ad aiutare le nostre cure a fare più effetto». Per spiegare questo concetto Ardino ha utilizzato un'immagine semplice, quella del terreno che deve accogliere e far crescere una pianta. «Un'immagine che mi piace è quella della pianta: quando si va a piantare, si prepara il terreno perché i fiori devono crescere in un ambiente idoneo, dove non ci sono erbacce, non c'è nulla che ostacoli la crescita dei fiori. La stessa cosa vale per le terapie: dobbiamo farle agire in un corpo che sia il più possibile pulito, quindi con un'alimentazione che non sia infiammatoria, senza mangiare tanti cibi processati. E fare movimento ci consente di potenziare ancora di più l'effetto delle terapie e ridurre anche gli effetti collaterali. Colgo l'occasione per invitare tutti a fare prevenzione, visto che oltre alla specializzazione di farmacia oncologica noi abbiamo molto a cuore la prevenzione in tutti i suoi aspetti».
Un richiamo alla prevenzione che completa il senso della giornata: prendersi cura della propria salute significa unire controlli, terapie e competenze sanitarie a movimento, alimentazione, relazioni e attenzione al proprio benessere.
È questa, in fondo, la “parentesi” evocata dal nome del progetto. Non uno spazio che cancella la diagnosi o sostituisce le cure, ma un tempo nel quale tornare a muoversi, creare, leggere, parlare, confidarsi e incontrare gli altri. Un luogo nel quale il corpo non sia soltanto quello sottoposto alle terapie e la quotidianità non sia scandita esclusivamente da visite, controlli ed esami.
La mattinata al Parco Alto Milanese ha provato a raccontarlo nel modo più concreto possibile. Prima mettendo le persone in cammino, insieme, tra gli alberi e i sentieri del parco. Poi dando la parola a chi quelle attività le organizza, le sostiene e soprattutto le vive.
Perché una parentesi, per definizione, non cancella quello che c'è prima e quello che verrà dopo. Ma può aprire, nel mezzo, uno spazio diverso. E qualche volta può bastare anche un paio di bastoncini, un libro, un foglio su cui tracciare segni, un uncinetto o una camminata nel verde per cominciare ad abitarlo.