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20/03/2019
Fare squadra ed essere attrattiva, la provincia di Varese guarda al futuro

La nostra Bcc presente al convegno organizzato da Confartigianato Imprese Varese e da The European House - Ambrosetti

Quando si parla di territorio, la nostra Bcc c’è. Il presidente Roberto Scazzosi e il vicepresidente Diego Triogher hanno partecipato al convegno “La Provincia di Varese, scenari di futuro” organizzato mercoledì 13 marzo al centro congressi Ville Ponti da Confartigianato Imprese Varese e da The European House - Ambrosetti. Alla base lo studio che TEH Ambrosetti ha realizzato per Confartigianato con lo scopo di dare una visione unificante del territorio, mettendo in relazione il Varesotto con più ampio contesto dell’area pedemontana, della Lombardia e della macro-area del Nord-Ovest, individuando le azioni e le direttrici portanti per la crescita economico-sociale e creando le condizioni per rafforzare le relazioni con il sistema-Lombardia e le Provincie limitrofe.

Il quadro presentato alla presenza del viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e del presidente della Provincia di Varese Emanuele Antonelli, è quello di un territorio che si deve dare una scossa. Se infatti Valerio De Molli, amministratore delegato di TEH Ambrosetti, ha parlato della provincia di Varese come di «una bella addormentata», il presidente di Confartigianato Varese Davide Galli l’ha descritta come «una ricca signora che sta diventando povera». In entrambi i casi serve una mossa: per non perdere la ricchezza acquisita, ma per aumentarla. Il come è facile capirlo: bisogna essere attrattivi partendo da una considerazione e da una domanda. La prima è del direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo: «Le tante diversità di cui si compone questo territorio sono un suo punto di forza, ed è per questo che dobbiamo far conoscere le sue positività per farle diventare un esempio». La seconda: perché un’impresa, o chi ha talento, dovrebbe trasferirsi qui? «Oggi – ha detto De Molli – si combatte la guerra spietata dell’attrattività. E per essere attrattivi si devono rispettare le tre “T”: Tecnologia, Talenti, Tolleranza». È per questo che lo studio ha preso il via dall’analisi di sette mega trend: «Disruption tecnologica, nuove conoscenze e competenze, nuovi modelli di comunicazione, sostenibilità, cambiamenti socio-demografici, globalizzazione 2.0, urbanizzazione».

Così la visione strategica deve prendere il via dall’analisi della realtà, dal non rinunciare al sogno e dal fare squadra. «Trumpenomics, governo tra Lega e M5S, i Gilet Gialli a Parigi, la Brexit: chi avrebbe mai immaginato potesse accadere tutto questo? Però è importante immaginare, quindi la visione del futuro di questo territorio deve partire da un sogno al quale dare una scadenza e un intento strategico», ha proseguito De Molli. Nello stesso tempo bisogna puntare sull’«Effetto Smile» delle imprese: «Di fronte allo spostamento di alcune aziende, è fondamentale che la loro testa pensante (R&S e tecnologie) rimanga sul territorio. È un valore e un vantaggio», sottolinea l’amministratore delegato. Come lo è il «fare squadra: solo così si vince tutti insieme. Da qui la proposta di attivare il “Think Tank Varese 2030”, un tavolo di lavoro che avrà, tra i tanti obiettivi, anche quello di superare il “provincialismo” varesino per portare il territorio verso iniziative progettuali condivise da tutti». Non solo associazioni di categoria, imprese, istituzioni locali, provinciali e regionali ma anche da sindacati, scuole, università e media. Campo da gioco e giocatori ci sono: ora si deve lavorare sulla strategia.

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